DIAMO LA PAROLA ALLA COREA DEL NORD: DOLORE E SOFFERENZE AGLI USA

Pubblicato il 11 settembre 2017 alle 12:55 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord ha minacciato di infliggere “massimo dolore e sofferenze” agli Stati Uniti se Washington continuerà a chiedere sanzioni più forti contro Pyongyang in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La KCNA, agenzia stampa ufficiale della Corea del Nord, ha diffuso un comunicato ufficiale in cui il Ministro degli Esteri di Pyongyang avverte Washington che se continuerà a “portare avanti una risoluzione illecita e illegale o delle sanzioni più dure, la Corea del Nord si assicurerà che gli Stati Uniti paghino il massimo prezzo possibile”. “Le misure che emaneremo causeranno dolore e sofferenze agli Usa senza precedenti nel corso della loro storia”, ha affermato il capo della diplomazia di Pyongyang. “Il mondo intero sarà testimone di come la Corea del Nord riuscirà a domare i gangsters degli Stati Uniti intraprendendo una serie di azioni che loro non immaginano nemmeno”, ha concluso il Ministro degli Esteri, secondo quanto riportato dalla KCNA.

La Corea del Nord ha effettuato il test nucleare più imponente della sua storia, il sesto dal 2006, il 3 settembre scorso. Secondo gli analisti, si è trattato di una bomba a idrogeno miniaturizzata che potrebbe essere installata su di un missile balistico intercontinentale, come quelli testati da Pyongyang rispettivamente il 4 e 29 luglio 2017. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce su richiesta di Stati Uniti e Corea del Sud lunedì 11 settembre per stabilire la risposta all’ultima e più forte provocazione di Pyongyang. Washington ha reso noto che chiederà di applicare sanzioni più forti che mai contro la Corea del Nord. Le sanzioni dovrebbero prevedere un embargo totale delle esportazioni di petrolio verso Pyongyang e dell’interscambio di prodotti tessili, nonché il congelamento di tutti gli asset di Kim Jong-un e dei pagamenti ai cittadini nordcoreani residenti all’estero. La Cina e la Russia non sono d’accordo con gli Stati Uniti. Secondo Pechino e Mosca, ulteriori sanzioni esaspererebbero ulteriormente Kim Jong-un e lo porterebbero ad accelerare ancora di più lo sviluppo dei suoi programmi missilistici e nucleari.

Durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, la Cina e la Russia potrebbero decidere di appoggiare le sanzioni proposte dagli Stati Uniti, ma di porre delle condizioni per il loro sostegno. Queste condizioni potrebbero includere uno stop alle esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud, in linea con la “ricetta cinese” per risolvere la questione nordcoreana che prevede un “doppio stop” dei test missilistici di Pyongyang e delle esercitazioni di Seoul e Washington.

Ilaria Tipà

di Redazione

Articoli correlati

Asia Myanmar

Malesia: Myanmar è la nuova meta per il jihad

L’Isis si aggiunge ad Al Qaeda nella chiamata alle armi per i musulmani perché difendano l’etnia minoritaria Rohingya di fede islamica perseguitata in Myanmar

Afghanistan Asia

Le autorità afghane vorrebbero addestrare e armare 20,000 civili

Le autorità afghane stanno valutando la possibilità di addestrare e armare 20,000 civili per aumentare le operazioni contro i talebani e l’ISIS

Asia Myanmar

Myanmar: Aung San Suu-kyi chiede aiuto per i Rohingya

La leader del Myanmar ha parlato per la prima volta della crisi umanitaria dei Rohingya e chiesto l’aiuto della comunità internazionale

Asia Corea del Sud

Corea: esercitazione aerea tra USA e Corea del Sud

La Corea del Sud e gli Usa hanno avviato un’esercitazione aerea congiunta sul cielo coreano, mentre Cina e Russia hanno avviato gli esercizi navali bilaterali

Asia Cina

Cina: colloquio telefonico Trump-Xi Jinping su Corea del Nord

Trump e Xi Jinping hanno avuto un colloquio telefonico, secondo la Casa Bianca si sarebbero accordati per massimizzare la pressione su Pyongyang, nessun riferimento a tale accordo sui media cinesi

Asia Filippine

FILIPPINE: L’ESERCITO RICONQUISTA CENTRO DI COMANDO DEI MILITANTI

L’esercito delle Filippine ha riconquistato la moschea che era il centro di comando dei militanti che assediano la città di Marawi da 4 mesi


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.