DALAI LAMA: BUDDHA AVREBBE AIUTATO I ROHINGYA

Pubblicato il 11 settembre 2017 alle 21:04 in Asia Myanmar

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Il Dalai Lama, capo del buddismo tibetano, si è espresso per la prima volta in merito alla crisi umanitaria dei musulmani Rohingya. Il Dalai Lama ha affermato che Buddha avrebbe aiutato i musulmani appartenenti alla minoranza etnica Rohingya a fuggire dalla violenza a cui sono sottoposti in Myanmar.

Il 14esimo Dalai Lama, in esilio in India dal 1959

Il 14esimo Dalai Lama, in esilio in India dal 1959

Il Dalai Lama, capo del buddismo tibetano in esilio in India, è l’ultimo premio Nobel per la Pace, dopo Desmond Tutu, ad esprimersi in merito alla crisi umanitaria che interessa la minoranza etnica Rohingya di religione musulmana residente nello stato di Rakhine, nel Myanmar settentrionale.

L’esodo dei musulmani Rohingya è iniziato nel mese di ottobre 2016, ma la situazione è peggiorata dal 25 agosto, quando alcuni militanti islamisti Rohingya hanno attaccato le stazioni polizia di confine. La campagna militare era stata avviata ad ottobre in risposta ad alcuni attacchi simili. Secondo le stime delle Nazioni Unite sono circa 147 mila i Rohingya ad aver raggiunto il Bangladesh dal 25 agosto, il numero sarebbe destinato a crescere e a raggiungere le 270 mila persone. Le vittime delle ultime settimane di conflitto tra forze dell’ordine del Myanmar e militanti sono circa mille. L’esercito birmano è accusato dalle organizzazioni internazionali a favore dei diritti umani di aver condotto violenze ed esecuzioni sommarie ai danni dei Rohingya. Il governo del Myanmar nega le accuse e la comunità internazionale chiede alla leader del Myanmar e premio Nobel per Pace, Aung San Suu-kyi, di intervenire quanto prima. Il Bangladesh, un paese che verte in condizioni di povertà, fatica a far fronte all’ondata di migranti che raggiunge il suo territorio. Il governo di Dhaka ha proposto la creazione di alcune zone sicure nello stato di Rakhine che dovrebbero essere controllate dalle organizzazioni per la tutela dei diritti umani, così da diminuire i flussi migratori verso il Bangladesh.

Il Myanmar è un paese a maggioranza buddista in cui la minoranza etnica musulmana Rohingya viene perseguitata ed emarginata. Il governo del Myanmar considera i Rohingya immigrati clandestini provenienti dal vicino Bangladesh, per questo non garantisce loro la cittadinanza birmana. La popolazione del Myanmar nutre sentimenti di odio e di razzismo nei loro confronti e più volte alcuni gruppi buddisti estremisti hanno chiesto l’espulsione dei Rohingya dal paese.

Il Dalai Lama ha affermato che “le persone che tormentano i musulmani dovrebbero ricordarsi di Buddha. Egli aiuterebbe senza dubbio quei poveri musulmani. Per questo sono molto triste”, ha concluso il leader spirituale del buddismo tibetano.

Prima del Dalai Lama, anche Desmond Tutu, leader morale del Sud Africa e premio Nobel per la Pace, si era espresso a favore dei Rohingya e aveva chiesto ad Aung San Suu-kyi di intervenire al più presto e aveva detto, rivolgendosi alla leader democratica: “Se il prezzo politico della tua ascesa alla posizione più alta del Myanmar è il tuo silenzio, allora si tratta di un prezzo davvero troppo alto”.

Ilaria Tipà

di Redazione

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