STORIA DI UNA MILITANTE DELL’ISIS

Pubblicato il 10 settembre 2017 alle 13:11 in Approfondimenti

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La al-Khansaa Brigade è la branca femminile della polizia religiosa e morale dello Stato Islamico, fondata a Raqqa nel febbraio del 2014. Tale brigata ha operato anche a Mosul e nei principali centri urbani della Siria e dell’Iraq che erano o che sono ancora sotto il controllo dei terroristi. I membri della al-Khansaa Brigade sono donne di tutte le età, le quali hanno il compito di controllare che le altre “sorelle” si comportino e si vestano secondo le severe regole imposte all’interno del califfato islamico. Vestite di nero dalla testa ai piedi, le militanti girano per le vie cittadine armate, pronte a punire con la forza chiunque violi la rigida versione della sharia, la legge islamica professata dai jihadisti di al-Baghdadi. Le donne della polizia femminile dell’ISIS possono essere mogli, figlie, sorelle e madri dei combattenti, talvolta, persino foreign fighters. Al fine di comprendere le tattiche utilizzate dall’ISIS per indottrinare e trasformare le ragazze in perfetti mostri spietati, è utile e interessante fare riferimento alla storia di Umm Rashid, una ragazza siriana di 21 anni che è un ex-membro dell’al-Khansaa Brigade.

Le informazioni relative alla vita di Umm Rashid sono state pubblicate dal sito americano Daily Beast dalle studiose Anne Speckhard e Ahmed Yayla, le quali hanno intervistato la giovane siriana in una città turca, vicino al confine siriano, nell’ambito di un progetto di ricerca dell’International Center for The Study of Violent Extremism (ICSVE) su ex membri dell’ISIS e altre persone che hanno avuto a che fare con il gruppo terroristico.

Una militante dell'ISIS. Fonte: Flickr

Una militante dell’ISIS. Fonte: Flickr

Umm Rashid è nata nel 1995 a Raqqa in una famiglia di umili origini formata da quattro persone, di cui i genitori e due figlie. Quando era ancora molto piccola, il padre cadde da un’impalcatura e rimase paralizzato. La madre, di conseguenza, è sempre stata l’unica a lavorare per mantenere la famiglia. “Non la vedevo spesso, ma ci amava moltissimo”, ha riferito Umm Rashid ai suoi intervistatori. Tra le fine del 2011 e l’inizio del 2012, il conflitto siriano sconvolse anche la vita degli abitanti di Raqqa. La giovane ha raccontato che, non appena le forze del presidente siriano, Bashar al-Assad, abbandonarono la città, gruppi islamisti presero il controllo, costringendo le ragazze locali a sposare i propri militanti. All’epoca, Umm Rashid era un’adolescente che aveva il sogno di studiare medicina per diventare un medico. Prima dello scoppio della guerra i genitori di Umm Rashid avevano sempre assecondato i suoi desideri. Nel caos del conflitto, invece, non fu più sicuro per Umm Rashid essere una ragazza senza marito. Nonostante molte scuole fossero state chiuse e gli esami fossero stati cancellati, per un certo periodo di tempo Umm Rashid continuò a studiare spostandosi per raggiungere le uniche strutture rimaste aperte, a chilometri di distanza dalla sua abitazione ma, con il peggiorare della situazione, la madre iniziò a spingere la ragazza a sposarsi. Poco dopo, la giovane sposò il figlio di una vicina di casa e andò a vivere con la sua famiglia. Il marito Yusuf, successivamente, si unì a Jabath al-Nusra, gruppo terroristico siriano affiliato ad al-Qaeda che, all’epoca, stava diventando l’organizzazione ombrello per tutti quei gruppi di ribelli che volevano combattere contro il regime siriano e i cui membri predicavano il martirio per colpire i nemici. Alla fine del 2013, la scissione tra alcuni leader di al-Qaeda portò a scontri feroci tra i membri dei vari gruppi, nei quali il marito di Umm Rashid rimase ucciso. L’anno successivo, la casa della famiglia della giovane siriana venne colpita da una bomba, che uccise entrambi i genitori, ferendo la sorella, con cui Umm Rashid andò a vivere nell’unica stanza dell’abitazione che non era crollata.

Poco tempo dopo, una nuova vicina di casa delle due ragazze iniziò ad aiutarle, portando loro cibo e vestiti e assistendole con gentilezza. La donna, chiamata Umm al-Khattab, faceva parte dell’al-Khansaa Brigade. Fu lei a convincere Umm Rashid a sposare un emiro 40enne saudita dell’ISIS, Abdullah al-Jazwari. “Era davvero un gentiluomo, si comportava bene con me. Accettò persino di far vivere mia sorella con noi”, ha spiegato Umm Rashid, aggiungendo che, dopo due mesi, l’emiro le chiese se avrebbe voluto unirsi all’al-Khansaa Brigade. La sua proposta, insieme alla convinzione che la sua famiglia era stata uccisa dalle bomba della coalizione americana, convinsero Umm Rashid a diventare un membro della brigata femminile jihadista. Essendo la moglie di un emiro, fu subito mandata in un campo di addestramento, dove imparò a usare le armi. “Il nostro lavoro consisteva nel controllare che le altre donne si vestissero secondo le regole. […] Ad esempio, se sorprendevamo una ragazza che indossava vestiti trasparenti o colorati, arrestavamo sia lei, sia il marito, costringendoli in prigione. A quel punto la donna generalmente veniva spogliata e lasciata solo in intimo per poi essere frustata”, ha spiegato Umm Rashid. Quando gli intervistatori hanno chiesto alla ragazza se si sentisse male per quelle azioni, lei ha risposto: “No! Sono diventata più forte, io stessa ho torturato due donne che, vestite con colori sgargianti, stavano cercando di sedurre due ragazzi.”

Nel febbraio 2015, il marito di Umm Rashid morì in un bombardamento aereo della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. A quel punto, non avendo ancora avuto figli, Umm Rashid sposò un altro uomo, Abu Saif, un combattente tunisino considerato un vice emiro e un investigatore dell’ISIS, dal quale ebbe un bambino. Tuttavia, un altro bombardamento della coalizione americana uccise anche Abu Saif quando Umm Rashid era al settimo mese di gravidanza. A quel punto la ragazza racconta di essere voluta scappare in Turchia per mettersi al sicuro e salvare la vita del suo bambino, dal momento che la situazione in Siria era divenuta insostenibile per via dei continui bombardamenti della coalizione. “Voglio tornare indietro, quando mio figlio avrà almeno 3 o 4 anni, se l’ISIS esisterà ancora, tornerò in Siria per combattere con loro. Sono un bel gruppo, devo aiutarli! Se mi permetteranno di tenere mio figlio, sarò disposta a sposarmi di nuovo e, se mi verrà chiesto, diventerò una martire. Il martirio è il rango al quale aspirano tutti i membri dell’ISIS”, ha spiegato la ragazza.

Umm Rashid, che quando era adolescente sognava di diventare un medico, era stata privata di tutto. Dopo un matrimonio forzato e la morte dei genitori, è stata felice di sposare un membro dell’ISIS e avere finalmente una casa e cibo in abbondanza. Diventando un membro dell’al-Khansa Brigade, Umm Rashid si è sentita utile.

Le autrici dell’intervista, Anne Speckhard e Ahmed Yayla concludono che, nonostante la giovane siriana sia riuscita a mettersi in salvo, l’ISIS l’ha trasformata in un mostro.

Sofia Cecinini

di Redazione

Articoli correlati

Approfondimenti Ciad

IL CIAD E IL TERRORISMO

Secondo quanto riportato dal governo americano, nel 2016, il Ciad ha intensificato i propri sforzi per migliorare le operazioni anti-terrorismo ma, a causa del peggioramento della crisi finanziaria, le autorità ciadiane hanno riscontrato grosse difficoltà, persino nei pagamenti dei salari alla polizia e ai soldati

Approfondimenti Myanmar

AL QAEDA E L’ISIS PRONTE A DIFENDERE I MUSULMANI ROHINGYA

Al Qaeda ha diffuso una chiamata alle armi in difesa della minoranza etnica musulmana Rohingya in Myanmar. L’Isis mobilita i militanti del Sud-Est Asiatico. Si apre la gara per la scelta dell’organizzazione che difende maggiormente i diritti dei musulmani nel mondo

Approfondimenti

I DRONI DELL’ISIS

L’utilizzo di droni, o aeromobili a pilotaggio remoto, da parte delle organizzazioni terroristiche non è una novità

Approfondimenti Asia

LE POSSIBILI RICHIESTE DI CINA E RUSSIA ALL’ONU

Cosa potrebbero proporre Cina e Russia al Consiglio di Sicurezza Onu per equilibrare le nuove sanzioni contro Pyongyang richieste dagli Usa? L’analisi del tabloid di politica estera del Quotidiano del Popolo Cinese

Approfondimenti Niger

IL NIGER E IL TERRORISMO

Il Niger sta diventando un Paese sempre più importante per l’Italia, giacché il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha reso noto che i confini meridionali della Libia con il Niger e il Ciad, stanno divenendo aree da tenere sotto controllo con particolare attenzione

Approfondimenti Mali

IL MALI E IL TERRORISMO

Il Mali è un Paese dell’Africa occidentale che è teatro di scontri tra gruppi armati. La sicurezza dello Stato è peggiorata da quanto, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e Tuareg dai territori a nord che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.