LE POSSIBILI RICHIESTE DI CINA E RUSSIA ALL’ONU

Pubblicato il 10 settembre 2017 alle 15:05 in Approfondimenti Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord il 3 settembre ha condotto il suo sesto test nucleare e il più imponente mai realizzato violando, ancora una volta, le risoluzioni delle Nazioni Unite e le sanzioni da esse imposte.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, su richiesta degli Stati Uniti, sta vagliando nuove sanzioni in risposta all’ennesima provocazione di Pyongyang. La bozza di risoluzione presentata da Washington prevede l’embargo del petrolio e dei commerci di prodotti tessili, nonché il congelamento di tutti gli asset di Kim Jong-un e l’interruzione dei pagamenti ai lavoratori nordcoreani all’estero. I membri permanenti del Consiglio di Sicurezza sono spaccati di fronte alla proposta. La Russia e la Cina non sono d’accordo con la linea dura portata avanti dagli Stati Uniti e affermano che nuove sanzioni non farebbero altro che peggiorare la situazione e mettere alle strette Pyongyang, la quale potrebbe sentirsi ancor più minacciata e condurre sempre più test. Pechino e Mosca sostengono una linea che prevede un “doppio stop” dei test di lancio da parte di Pyongyang e delle esercitazioni militari da parte di Seoul e Washington.

Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Fonte: Wikipedia.

Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Fonte: Wikipedia.

Di fronte alla nuova votazione in seno al Consiglio di Sicurezza prevista lunedì 11 settembre, Yang Yang, editorialista del Huanqiu – tabloid per la politica estera del Quotidiano del Popolo, il giornale del Partito Comunista Cinese – analizza la situazione attuale e ipotizza quali potrebbero essere le richieste che Cina e Russia potrebbero fare a Stati Uniti e Corea del Sud in cambio del loro appoggio alle nuove sanzioni contro Pyongyang.

“Pyongyang ha commesso una serie di errori, questo è evidente a tutti. La comunità internazionale, di conseguenza, ha risposto alle provocazioni con condanne, risoluzioni e sanzioni. Anche la Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno commesso errori, ma non li riconoscono. La comunità internazionale non ha sollevato alcun dubbio in merito alle loro azioni, perciò Washington e Seoul continuano a ritenersi nel giusto, si sentono su un piedistallo e aggravano sempre di più gli errori che commettono”, così inizia l’analisi di Yang Yang, con una descrizione, dal punto di vista della Cina, della questione nordcoreana.

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno aumentato costantemente la pressione militare sulla Corea del Nord, trasformando la penisola coreana nell’ultimo baluardo della Guerra Fredda, anche quando questa era conclusa da tempo. Questo ha portato la Corea del Nord a ritenere, erroneamente, che il possesso di armi nucleari potesse essere l’unico modo per garantire la sua sicurezza nazionale, continua l’analista cinese.

In seguito all’aumento dei test nucleari e missilistici di Pyongyang in violazione delle risoluzioni Onu, molti analisti hanno iniziato ad affermare che le sanzioni da sole non possono essere sufficienti per condurre alla denuclearizzazione della penisola. D’altro canto, più aumentano le minacce di intervento nucleare di Washington, più per la Corea del Nord diventa urgente completare i suoi programmi nucleari e missilistici. Ciò che si è creato è un circolo vizioso, spiega Yang Yang. Ed è di fronte a questo circolo vizioso che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, lunedì 11 settembre, sarà chiamato a votare.

Quali dovrebbero essere le richieste avanzate dalla Cina e dalla Russia in seno alla riunione del Consiglio perché si faccia un passo in avanti per la risoluzione della questione nordcoreana?

Innanzi tutto, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe portare avanti contemporaneamente nuove sanzioni contro la Corea del Nord e limitazioni alle attività militari congiunte della Corea del Sud e degli Stati Uniti, per ridurre la pressione militare su Pyongyang, in linea con la proposta sino-russa del “doppio stop”. Non è pensabile che Washington e Seoul continuino a chiedere punizioni per Pyongyang convinte di essere nel giusto senza però porre alcun limite in alle loro operazioni ed esercitazioni militari congiunte, afferma Yang Yang.

Le limitazioni dirette a Washington e Seoul dovrebbero comprendere quattro aspetti.

In primo luogo, la Corea del Sud e gli Stati Uniti dovrebbero ridurre gradualmente le loro esercitazioni militari sulla penisola coreana, fino ad arrivare ad annullarle del tutto.

In secondo luogo, gli Stati Uniti dovrebbero interrompere l’installazione di armamenti strategici nella penisola coreana e nelle acque che la circondano.

In terzo luogo, lo scudo di difesa anti-missile THAAD (Therminal High Defence System) già installato in Corea del Sud dovrebbe essere smantellato o sigillato; oppure, se esso viene utilizzato, le condizioni d’uso devono essere controllate e stabilite dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

La quarta limitazione è che Corea del Sud e Stati Uniti non creino alcuna “squadra speciale” che miri ad attentare alla vita dei leader della Corea del Nord e non avviino alcun addestramento militare in questo senso.

Difficilmente Washington e Seoul accoglierebbero ciascuno dei quattro punti elencati, eppure, scrive il tabloid per la politica estera del Quotidiano del Popolo Cinese, essi costituiscono la base della svolta che la comunità internazionale dovrebbe intraprendere se davvero volesse risolvere la questione nordcoreana. Se non è possibile modificare la situazione attuale, la denuclearizzazione della penisola coreana rimarrà solo un sogno non realizzabile, uno slogan della comunità internazionale e nulla più, secondo l’analisi del giornalista del Huanqiu. Se i provvedimenti non diventeranno bidirezionali, a prescindere dal livello di severità delle sanzioni imposte su Pyongyang dall’Onu, risultati tangibili non arriveranno.

La Cina e la Russia dovrebbero, in seno al Consiglio di Sicurezza, porre queste quattro limitazioni come condizione per il loro sostegno alle nuove sanzioni contro Pyongyang e per far riflettere Stati Uniti e Corea del Sud.

Le riunioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu non dovrebbero diventare uno spazio in cui gli Stati Uniti pretendono di ricevere qualcosa dalla Russia e dalla Cina, bensì dovrebbero essere un luogo in cui ogni parte può fare delle proposte e porre condizioni, negoziare e ricercare l’accordo più ampio possibile, spiega Yang Yang.

“Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di credere che qualsiasi loro preoccupazione sia una preoccupazione del mondo intero, perché questo atteggiamento è in parte alla base della questione nordcoreana. La Corea del Sud non è chiaro se abbia ricevuto un lavaggio del cervello dagli Stati Uniti o se sia spaventata dai test di Pyongyang, ma ha perso la capacità di analizzare in modo indipendente ciò che accade sulla penisola. Ciò che Seoul dovrebbe ricordarsi è che più minacce riceve la Corea del Nord, più minacce riceve lei stessa e che se gli Stati Uniti sono più sicuri, non è detto che ciò valga anche per la Corea del Sud”, conclude l’analisi l’editorialista del Huanqiu.

Consultazione delle fonti in lingua cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.