LIBIA: INVIATI I CASCHI BLU PER DIFENDERE LA BASE ONU

Pubblicato il 9 settembre 2017 alle 18:02 in Africa Libia

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L’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha riferito che l’ONU sta progettando di inviare circa 250 caschi blu, la maggior parte dei quali nepalesi, nella capitale Tripoli. L’obiettivo è quello di difendere la propria base, come parte di un piano più ampio, volto a riportare le proprie operazioni nel Paese.

Le Nazioni Unite, con il supporto dei governi occidentali, stanno tentano di risolvere la crisi politica del Paese, ricucendo i rapporti tra le fazioni rivali. In tal modo, si propongono di stabilizzare il Paese e affrontare la violenza crescente, causata dalla proliferazione delle milizie, e il traffico degli esseri umani nelle coste settentrionali della Libia.

Dal 2014, la missione ha la propria base in Tunisia, dal momento che i combattimenti tra le fazioni rivali in Libia hanno costretto lo staff di molte ambasciate straniere ad uscire dal Paese. Nonostante ciò, la missione dell’ONU in Libia ha progressivamente ampliato la propria presenza nel Paese e sta progettando da mesi un ritorno completo.

In seguito alla distruzione dell’aeroporto di Tripoli, durante i combattimenti tra le diverse fazioni, avvenuta il 15 luglio 2014, sono state chiuse la maggior parte delle ambasciate straniere e il loro staff è stato allontanato dal Paese.

Salamé, che guida la missione dal 17 giugno 2017, ha riferito che schierare le guardie nella base di Tripoli “significa che all’inizio di ottobre potremo svolgere una parte significativa del nostro lavoro in Libia”.

L’inviato delle Nazioni Unite ha aggiunto che ci sono molte questioni da risolvere affinché le elezioni garantiscano la pace permanente nel Paese, tra queste l’elaborazione della costituzione e l’emanazione di leggi elettorali.

Martedì 25 luglio 2017, durante un incontro a Parigi, guidato dal presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro del governo di Tripoli, Fayez Al-Sarraj, e il generale a capo dell’esercito di Tobruk, Khalifa Haftar, hanno ribadito il loro impegno nel raggiungere un accordo sul cessate il fuoco in Libia e sull’organizzazione delle elezioni, che dovrebbero svolgersi nei primi mesi del 2018.

L’obiettivo era quello di trovare una via d’uscita alla crisi della Libia per stabilizzare il Paese e porre fine al conflitto che lacera la Libia dall’uccisione dell’ex presidente, Muammar Gheddafi, avvenuta il 20 ottobre 2011 a Sirte.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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