RAJOY AI CATALANI: NON SOTTOSTIMATE LA FORZA DELLO STATO

Pubblicato il 8 settembre 2017 alle 14:41 in Europa

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Il giorno dopo l’approvazione delle norme che consentono il referendum indipendentista da parte del parlamento catalano, il governo di Madrid e l’Unione Europea avvertono che la violazione della costituzione non resterà impunita.

Il Presidente del Governo spagnolo Mariano Rajoy. Fonte: Wikimedia Commons

Il Presidente del Governo spagnolo Mariano Rajoy. Fonte: Wikimedia Commons

“Capisco la preoccupazione di molta gente, capisco che molti siano tristi, sono perfettamente cosciente dell’inquietudine, ma vi dico che potete mantenere intatta la fiducia nelle istituzioni. La democrazia risponderà, non abbiate dubbi. Risponderà con fermezza, con calma, con serenità e con dignità” – ha dichiarato il premier spagnolo Mariano Rajoy in un appello alla cittadinanza.

“I sindaci catalani devono impedire il referendum, non concedere spazi pubblici per la violazione dello stato di diritto e della Costituzione” – questo l’appello di Mariano Rajoy ai sindaci catalani il giorno dopo la convocazione del referendum indipendentista per il 1 ottobre prossimo.

Al governo della Generalitat, l’autonomia catalana, Rajoy ha inviato un messaggio: “Fermatevi! Non proseguite sulla strada verso il precipizio, non sottostimate la forza dello stato”.

Ai funzionari il premier spagnolo ha chiesto di stare tranquilli: “nessuno può obbligarvi a commettere atti illegali”.

“La costituzione si può modificare – ha aggiunto il premier – ma per le vie legali, non tramite la disobbedienza alla legge”. Secondo Rajoy quanto accaduto mercoledì 6 settembre nel parlamento catalano è stato “uno spettacolo inimmaginabile, hanno superato ogni limite.

Il Tribunale Costituzionale, intanto, ha sospeso in via cautelativa il referendum sull’indipendenza ed ha ordinato a sindaci e membri della Generalitat di far rispettare il dettame della corte. Il governo catalano, invece, ha inviato una lettera ai sindaci in cui chiede di concedere gli spazi pubblici per la celebrazione della consulta e chiede una risposta entro 48 ore. La maggioranza delle amministrazioni comunali non ha risposto alla missiva, decine di piccoli comuni hanno concesso spazi, mentre l’unica grande città a rispondere, Tarragona, governata dal Partito Socialista, ha negato gli spazi chiesti dalla Generalitat.

A sostegno del governo di Madrid non solo le altre istituzioni dello stato spagnolo, quali il Tribunale Costituzionale e il Consiglio di Stato, ma anche l’Unione Europea.

Dopo una debole presa di posizione da parte della Commissione che Madrid ha considerato con fastidio “tiepida”, è stato il Presidente del Parlamento, Antonio Tajani, a condannare in maniera dura il processo avviato dal governo catalano.

“Il quadro costituzionale dei paesi membri è parte integrante del quadro giuridico europeo – ha scritto Tajani – e il suo rispetto deve essere garantito in ogni momento, ogni azione contro la Costituzione di uno stato membro è un’azione contro il quadro giuridico europeo”.

Tajani ha inoltre ricordato che una Catalogna indipendente sarebbe uno stato terzo rispetto all’unione, e sarebbe automaticamente fuori dalla comunità.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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