NAZIONI UNITE CONTRO USA PER VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Pubblicato il 8 settembre 2017 alle 20:03 in Siria USA e Canada

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Le Nazioni Unite hanno denunciato i bombardamenti degli aerei della coalizione internazionale a guida americana che operano contro l’ISIS in Siria, dichiarando che hanno violato il diritto internazionale nel corso di un raid contro una moschea nel villaggio di Jinah, nella provincia di Aleppo, avvenuto il 16 marzo 2017, in cui sono morti 42 civili. L’Onu sostiene che gli Stati Uniti non abbiano preso le precauzioni necessarie a evitare danni e morti collaterali.

Jet da guerra USA in Siria. Fonte: US Air Force

Jet da guerra USA in Siria. Fonte: US Air Force

Dall’altra parte Washington ha negato di aver colpito una moschea nel corso delle operazioni quel giorno, dal momento che miravano a distruggere un nascondiglio dove erano presenti diversi militanti di al-Qaeda. Secondo un report della UN Commission of Inquiry (COI), al contrario, gli USA hanno dato l’ordine di bombardare senza prima verificare chi si trovasse all’interno del luogo sacro. Tutte le vittime del raid sono stati civili, tra cui una donna, 5 bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni. La Commissione ha altresì concluso che, così facendo, gli Stati uniti hanno violato le norme del diritto internazionale umanitario, dal momento che le moschee sono luoghi sacri protetti dalla legge che non possono essere colpiti da un attacco, a meno che non siano utilizzate a scopi militari.

Alcuni sopravvissuti al bombardamento hanno riferito alle Nazioni Unite che all’interno dell’edificio si trovavano molti residenti del villaggio, riuniti per pregare. Il quotidiano The New Arab riporta che la squadra americana che ha svolto l’operazione, nonostante avesse raccolto informazioni sul luogo tre giorni prima del bombardamento, non ha effettuato verifiche più approfondite.

La coalizione internazionale a guida americana continua a sostenere di fare sempre i controlli necessari a evitare la morte dei civili. Tuttavia, secondo le stime dell’Onu, dal 2014, tra la Siria e l’Iraq, sono state 624 le vittime collaterali dei bombardamenti.

Sofia Cecinini

di Redazione

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