L’EGITTO OSCURA IL SITO DI HUMAN RIGHTS WATCH

Pubblicato il 8 settembre 2017 alle 21:03 in Africa Egitto

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Le autorità egiziane hanno oscurato il sito di Human Rights Watch dopo che questo aveva pubblicato un rapporto in cui accusava la polizia e gli ufficiali di sicurezza nazionale egiziani di torturare i prigionieri politici.

In seguito alle segnalazioni di alcuni utenti, che non riuscivano ad accedere al sito, Human Rights Watch ha confermato oggi, venerdì 8 settembre 2017, che l’Egitto ha oscurato il sito, il giorno successivo alla pubblicazione del report sulla violazione dei diritti umani nel Paese.

Il vice direttore per il Medio Oriente, Joe Stork, ha riferito, in una dichiarazione, che “le autorità egiziane continuano a insistere che qualsiasi incidente di tortura sia un crimine isolato di cattivi agenti che agiscono da soli, ma il rapporto di Human Rights Watch prova tutt’altro”. E ha aggiunto: “Anzichè affrontare gli abusi di routine in Egitto, le autorità hanno bloccato l’accesso a un rapporto che documenta ciò che molti egiziani e persone che vivono nel Paese già sanno”.

Il ministero degli Esteri egiziano ha risposto al rapporto, accusando l’organizzazione di diffamazione. Il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri, Ahmed Abu Zeid, ha affermato che l’organizzazione “è ben nota per la sua politica e il suo orientamento, oltre al fatto che riflette gli interessi delle parti e dei Paesi che la finanziano”. Inoltre, ha criticato le testimonianze su cui si basa il report e ha affermato che l’organizzazione umanitaria ha ignorato i “progressi fatti” negli anni scorsi dall’Egitto nell’ambito dei diritti umani.

Il 5 settembre 2017, l’organizzazione per i diritti umani americana Human Rights Watch aveva pubblicato un report di 63 pagine, dal titolo “We Do Unreasonable Things Here”, basato sulle testimonianze di 19 persone che hanno vissuto un periodo di detenzione nelle carceri egiziane. Il report denuncia l’utilizzo sistematico delle torture e della violenza da parte del regime del presidente Abdel Fattah al-Sisi nei confronti dei detenuti, considerate dall’organizzazione dei veri e propri crimini contro l’umanità.

Secondo quanto riferito dal rapporto, Al-Sisi avrebbe autorizzato la polizia e gli ufficiali di sicurezza nazionale egiziani a fare ricorso allo strumento della tortura “quando vogliono”. La polizia, inoltre, si avvarrebbe di varie pratiche di tortura per estorcere confessioni o punire i detenuti e come una “pratica sistematica” contro gli oppositori del governo. L’obiettivo sarebbe quello di garantire la stabilità nel Paese.

L’Egitto è stato più volte accusato di violazione dei diritti umani dalle organizzazioni umanitarie. Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, il regime egiziano sarebbe solito reagire alle accuse oscurando i siti degli attivisti che denunciano tali pratiche, proprio come è avvenuto in questi giorni con il sito di Human Rights Watch.

Il 25 agosto 2017, anche l’amministrazione Trump aveva accusato le autorità egiziane di aver violato i diritti umani, imponendo, di conseguenza, alcune restrizioni agli aiuti economici destinati all’Egitto.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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