CRISI DEL GOLFO: LA MEDIAZIONE DI TRUMP

Pubblicato il 8 settembre 2017 alle 12:00 in Medio Oriente Qatar

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, per discutere la crisi del Golfo.

Durante la telefonata, che si è svolta nella serata di giovedì 7 settembre 2017, le due parti hanno discusso gli ultimi sviluppi della crisi del Golfo, con particolare riferimento al tentativo del Kuwait di trovare una soluzione diplomatica alla controversia, attraverso il dialogo tra tutte le parti coinvolte, al fine di garantire la stabilità e la sicurezza nella regione.

In questa occasione, Trump ha informato l’emiro del Qatar dei risultati del suo ultimo incontro con l’emiro del Kuwait, Sheikh Sabah al Ahmad al Sabah, che si è tenuto giovedì 7 settembre 2017, in occasione della visita di stato dell’emiro a Washington.

L’emiro del Qatar ha concordato con Trump sulla necessità di trovare una soluzione alla crisi attraverso il dialogo, al fine di garantire unità e stabilità ai Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Al-Thani ha ribadito la posizione ferma del suo Paese nel voler risolvere le divergenze attraverso un dialogo costruttivo, che non interferisca con il principio di sovranità degli Stati. L’emiro ha aggiunto che questo dialogo deve essere preceduto dall’abolizione delle misure illegali imposte al proprio Paese.

Il Kuwait, fin dall’imposizione dell’embargo al Qatar, avvenuta il 5 giugno 2017 da parte di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, ha assunto il ruolo di mediatore nella crisi del Golfo.

Durante la conferenza stampa congiunta con il presidente degli Stati Uniti, che si è tenuta giovedì 7 settembre 2017, il Kuwait ha ribadito la propria posizione, sottolineando la necessità di adottare il dialogo come strumento per la risoluzione della crisi. L’emiro ha sottolineato, inoltre, il successo della propria mediazione nello scongiurare la possibilità di un intervento militare nella crisi del Golfo e ha riferito che, al momento, l’opzione militare è esclusa.

Oggi, venerdì 8 settembre 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno emanato un comunicato congiunto nel quale esprimono il proprio dispiacere per le affermazioni dell’emiro del Kuwait in merito al successo della mediazione del Paese nel bloccare un intervento militare.

I quattro Paesi hanno sottolineato che l’intervento militare nella crisi del Golfo non è mai stata e non sarà un’opzione. Inoltre, il comunicato ribadisce che la crisi con il Qatar non è soltanto una controversia tra i Paesi del Golfo, ma anche una controversia con numerosi Paesi arabi e islamici.

Secondo quanto riferito dal comunicato, infatti, “ci sono molti Paesi nel mondo che non sono stati in grado di esprimere la propria posizione a causa dell’infiltrazione del Qatar nei propri affari interni e della preoccupazione per le possibili conseguenze”.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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