CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UE: I PAESI MEMBRI DEVONO ACCETTARE LA PRORPIA QUOTA DI MIGRANTI

Pubblicato il 8 settembre 2017 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che l’Ungheria e la Slovacchia sono obbligate ad accettare i migranti, in base alla quota stabilita dall’UE, al fine di assistere l’Italia e la Grecia nello smistamento dei flussi migratori provenienti dal Mediterraneo.

Migranti. Fonte: Wikimedia Commons

Migranti. Fonte: Wikimedia Commons

Il 22 settembre 2015, il Consiglio dell’Unione Europea aveva adottato la Decisione 2015/1601, in base alla quale 120,000 migranti bisognosi di protezione internazionale approdati tra l’Italia e la Grecia, avrebbero dovuto essere ricollocati tra gli altri Paesi dell’UE, entro due anni. La decisione era stata presa in base all’art.78 (3) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che recita:

Qualora uno o più Stati membri debbano affrontare una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi, il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare misure temporanee a beneficio dello Stato membro o degli Stati membri interessati. Esso delibera previa consultazione del Parlamento europeo”.

Tale mossa ha creato una profonda spaccatura interna all’Unione Europea.

La Slovacchia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Romania si sono schierate contro il sistema delle quote del Consiglio dell’UE, chiedendo il suo annullamento. Nello specifico, nel febbraio 2016, le autorità ungheresi e slovacche hanno presentato una mozione alla Corte di Giustizia europea per verificare la legittimità della decisione del Consiglio sul ricollocamento, definito dall’Ungheria una “redistribuzione forzata”.  La loro posizione era stata appoggiata dalla Polonia, mentre il Belgio, la Germania, la Francia, il Lussemburgo, la Svezia e l’Italia si erano schierate con il Consiglio.

Il 6 settembre 2017, la Corte di Giustizia ha respinto definitivamente i ricorsi della Slovacchia e dell’Ungheria, dichiarando che “il sistema delle quote è necessario per rispondere effettivamente alla situazione di emergenza migratoria in Europa”. L’Ungheria rischierà grosse multe se si rifiuterà di accogliere 1,294 individui e, nel caso in cui continuasse a rifiutarsi, il caso rischierebbe di essere portato nuovamente di fronte alla Corte. La Polonia e la Repubblica Ceca potrebbero andare in contro alla stessa sorte, mentre la Slovacchia, avendo accettato recentemente un piccolo gruppo di migranti provenienti dalla Grecia, sembra aver mostrato la propria volontà di accettare gradualmente le direttive di Bruxelles.

Il ministro degli esteri e del commercio ungherese, Peter Szijjarto, ha definito la decisione della Corte “oltraggiosa e irresponsabile”, e ha affermato che “nessuno verrà accolto in Ungheria contro la volontà delle autorità Budapest. Storicamente, l’Ungheria è sempre stato un Paese di transito per i flussi migratori, sia regolari, sia irregolari. Grazie alla propria posizione geografica e all’appartenenza all’UE, lo Stato costituisce un punto strategico per raggiungere il cuore dell’Unione, insieme alla rotta balcanica, formata da Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia e Croazia. Nel corso degli anni, con l’aumento dei flussi, la lotta contro l’immigrazione illegale è divenuta la priorità principale di Budapest.

Sofia Cecinini

di Redazione

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