COREA DEL NORD: IL GIAPPONE CHIEDE MASSIMA PRESSIONE

Pubblicato il 8 settembre 2017 alle 6:05 in Asia Corea del Nord

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Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha chiesto alla comunità internazionale di “imporre la maggiore pressione possibile” alla Corea del Nord perché abbandoni il suo programma missilistico e nucleare, mentre era nella città di Vladivostok, in Russia, per partecipare al vertice economico organizzato dal presidente della Russia, Vladimir Putin.

La richiesta del PM del Giappone al mondo intero è quella di applicare una pressione più forte che mai su Pyongyang, dopo il test nucleare condotto da Kim Jong-un il 3 settembre. Si è trattato del test di portata maggiore nella storia della Corea del Nord e del sesto effettuato dal 2006. Il Giappone è stato direttamente minacciato da Pyongyang il 29 agosto, quando un test di lancio ha fatto partire un missile a medio raggio che ha sorvolato l’isola di Hokkaido prima di cadere nell’Oceano Pacifico.

“Dobbiamo far sì che la Corea del Nord rispetti tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che la riguardano e che abbandoni i suoi programmi nucleare e missilstico in modo completo, verificabile e irreversibile”, ha dichiarato Abe. “La Corea del Nord sta mettendo in pericolo la pace, la prosperità, la legge e l’ordine della regione e del mondo intero”, ha continuato il premier del Giappone.

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, anche lui presente a Vladivostok, ha auspicato sanzioni più dure contro Pyongyang e l’embargo delle esportazioni di petrolio e carburante dirette in Corea del Nord. Gli Stati Uniti sono sulla stessa linea e hanno chiesto, oltre all’embargo, anche il congelamento degli asset all’estero di Kim Jong-un.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin, padrone di casa del vertice sull’economia, non è d’accordo e ha ribadito che imporre sanzioni più forti non può essere la strada giusta, poiché esse hanno finora ampiamente dimostrato di non essere d’aiuto per intimidire Kim Jong-un. “Sono convinto che un conflitto su grande scala che coinvolga l’uso di ami di distruzione di massa può essere evitato e che possiamo risolvere il problema tramite i canali diplomatici”, ha dichiarato Putin, “spero che il buon senso prevalga e prima lo farà, meglio sarà per tutti”, ha concluso.

La Cina rimane sulla stessa linea della Russia e da Pechino il portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha ribadito che a prescindere dalle richieste che giungono dagli Stati Uniti, la risposta che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu darà all’ultimo test nucleare di Pyongyang sarà il risultato del comune accordo dei suoi membri e quindi insindacabile. La Cina spera che qualunque decisione giunga dal Consiglio di Sicurezza sia mirata a attuare la denuclearizzazione della penisola coreana e a promuovere la risoluzione della questione attraverso la via del dialogo e del negoziato.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione di Ilaria Tipà

di Redazione

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