ONU: I ROHINGYA IN FUGA SARANNO 300 MILA

Pubblicato il 7 settembre 2017 alle 21:01 in Asia Myanmar

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Le Nazioni Unite seguono da vicino la crisi umanitaria della minoranza etnica islamica Rohingya in Myanmar e stimano che il numero di profughi che cercheranno di raggiungere il Bangladesh potrebbe salire a 300 mila.

La crisi umanitaria dei Rohingya va avanti dal mese di ottobre 2016, quando è stata avviata la campagna militare per rispondere ad alcuni attacchi a stazioni di polizia di confine effettuati dai militanti islamisti di etnia Rohingya. La situazione è deteriorata ulteriormente dal 25 agosto, in seguito a una serie di nuovi attacchi organizzati dai militanti e a una stretta da parte dell’esercito. Dal 25 agosto, sono 146 mila i civili Rohingya che sono fuggiti nel vicino Bangladesh, lasciando lo stato di Rakhine, nel Myanmar settentrionale, secondo le stime degli operatori Onu che sono attivi nella regione di confine tra i due paesi. Le autorità del Bangladesh parlano di 125 mila immigrati. È difficile stabilire il numero esatto dei rifugiati, vista la confusione dovuta alle operazioni militari e alla difficoltà nell’attraversare il confine, dovuta anche alla presenza di mine. Non è ancora chiaro se le mine siano state posizionate negli ultimi giorni, o se fossero rimaste nella zona di confine dagli anni 90, come afferma l’esercito birmano.

Il portavoce del Programma Alimentare Mondiale – agenzia dell’Onu – in Bangladesh, Dipayan Bhattacharyya, afferma che il numero totale dei rifugiati potrebbe salire velocemente a 300 mila e che questo ingente numero di persone causerà gravi difficoltà nella fornitura di cibo e aiuti. “Giungono qui con gravi carenze nutritive, sono stati senza approvvigionamento di cibo per più di un mese”, afferma il portavoce, “sono affamati e traumatizzati”.

L’ondata di rifugiati che ha invaso il Bangladesh nelle ultime due settimane ha messo in seria difficoltà le associazioni umanitarie e le comunità che prestano soccorso vicino al confine. I campi di accoglienza erano già al massimo della loro capacità prima dell’ultimo esodo, iniziato il 25 agosto. I Rohingya giungono ora anche via fiume, non solo via terra.

Per poter far fronte all’emergenza umanitaria di 300 mila persone, il Programma Alimentare Mondiale ha chiesto ulteriori fondi per il valore di 13,3 miliardi di dollari per fornire biscotti ad alto contenuto energetico e razioni base di riso per i rifugiati.

I Rohingya nello stato settentrionale del Myanmar di Rakhine vivono una situazione di isolamento con diritti limitati, una condizione che secondo gli osservatori internazionali è assimilabile a quella dell’Apartheid. La ragione di questa situazione è che i Rohingya vengono considerati immigrati clandestini dal vicino Bangladesh. La minoranza etnica Rohingya è di fede musulmana in un paese, il Myanmar, a maggioranza buddista.

Ilaria Tipà

di Redazione

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