IL MESSICO PROMETTE AIUTI AI “DREAMERS”

Pubblicato il 7 settembre 2017 alle 6:10 in America Latina Messico

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Il governo di Enrique Peña Nieto considera la decisione di Donald Trump di sospendere il programma di protezione per giovani immigrati, dreamers, l’ennesimo attacco al Messico, in pieno negoziato per il rinnovo del Trattato di Libero Commercio in America del Nord.

Bandiera del Messico. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera del Messico. Fonte: Wikimedia Commons

Il Messico ha assunto la decisione statunitense di sospendere il programma di protezione DACA per giovani immigrati come l’ennesimo attacco dell’amministrazione Trump alla dignità del vicino meridionale. Gli 800.000 giovani che avevano fatto ricorso al programma voluto dall’amministrazione Obama, infatti, sono quasi tutti latinoamericani, e la grande maggioranza di questi è messicana.

Il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) era volto a evitare la deportazione dei giovani clandestini giunti negli Stati Uniti da bambini, ed era attivo dal 2012.

dreamers pagano le difficoltà del rinnovo del Trattato di Libero Commercio in America del  Nord (NAFTA) – è questa l’opinione del governo messicano, che assieme al Canada affronta il negoziato con gli Stati Uniti, che intendono ridurre notevolmente la portata del trattato.

“Non è un caso che questa decisione venga annunciata nel bel mezzo del negoziato” – accusa Carlos Sada, sottosegretario messicano all’America del Nord.

Alle minacce di edificare un muro alla frontiera tra i due paesi, di costringere al rimpatrio le imprese statunitensi che lavorano in Messico e di rompere il Trattato di Libero Commercio, si aggiunge ora una decisione di altissimo impatto sociale che lascia senza protezione 800.000 persone, il cui eventuale rimpatrio porrebbe enormi problemi al Messico.

Città del Messico, tuttavia, dà mostra di orgoglio. Assicura che tenterà in ogni modo di difendere i suoi cittadini in suolo statunitense tramite la rete consolare, ricorrendo ad ogni misura legale affinché non siano deportati, e in caso contrario il paese “accoglierà i suoi figli a braccia aperte” – riferisce un comunicato ufficiale del governo messicano.

I giovani dreamers del programma sono quasi tutti bilingue, il 91% ha un lavoro fisso e il 70% ha titoli di studio superiori, ma non hanno praticamente nessuna conoscenza del Messico, da cui sono emigrati da bambini.

Il Messico, che finora non riconosceva neanche i titoli di studio dei suoi cittadini negli Stati Uniti, ha annunciato un pacchetto di misure che prevede borse di studio, iscrizione alla sicurezza sociale, crediti, finanziamenti per l’immissione sul mondo del lavoro e accesso all’istruzione pubblica.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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