TRUMP ABROGA IL “PROGRAMMA PER I SOGNATORI” DI OBAMA

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 9:28 in Immigrazione USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha abrogato il programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), volto a evitare la deportazione dei giovani clandestini giunti negli Stati Uniti da bambini, dando al Congresso sei mesi di tempo per trovare una nuova soluzione legislativa.

Il DACA, conosciuto anche come “il programma per i sognatori”, era stato adottato nel 2012 dalla precedente amministrazione di Barack Obama, con l’intento di permettere ai giovani immigrati di poter lavorare legalmente negli USA. Trump e il procuratore generale, Jeff Sessions, hanno annunciato la decisione martedì 5 settembre presso il Dipartimento di Giustizia, spiegando che “coloro che sono entrati illegalmente negli Stati Uniti, anche se da bambini, danneggiano i nativi americani, rubando i loro lavori e facendo diminuire i loro salari”. Attualmente sono circa 800,000 i giovani immigrati illegali che hanno usufruito del programma.

Il Presidente uscente americano, Barak Obama. Fonte: albaciudad.org

Barak Obama. Fonte: albaciudad.org

Subito dopo l’annuncio, le proteste sono scoppiate a Washington, di fronte alla Casa Bianca e al Dipartimento di Giustizia, e moltissime persone, tra cui democratici, repubblicani, attivisti, presidi di college, manager e attivisti hanno condannato la mossa di Trump, definendola “crudele”. Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha scritto sul proprio profilo: “Oggi è un giorno molto triste per il nostro Paese. È così crudele offrire il sogno americano ai giovani, incoraggiarli a fidarsi del nostro governo, e poi punirli per averlo fatto”. Allo stesso modo, Obama ha commentato dicendo che la decisione di Trump “è autolesionista e sbagliata”.

Dall’altra parte, i sostenitori di Trump, tra cui diversi conservatori e molti ufficiali della Casa Bianca, hanno accolto positivamente la notizia, descrivendola come “una questione di necessità legale”.

Il New York Times riferisce che, a poche ore di distanza dallo scoppio delle proteste, Trump ha dato segno di ripensamento. Ieri sera, il presidente americano ha esortato il Congresso su Twitter a “legalizzare nuovamente il DACA”, scrivendo che “se non verrà formulato un piano simile a quello di Obama, rivedrà lui stesso la questione”. Secondo Sarah Huckabee Sanders, segretaria stampa della Casa Bianca, attraverso la nuova decisione, Trump sta cercando di avviare una nuova riforma dell’immigrazione che sia più responsabile. “Qualcosa deve cambiare, il Congresso ha il compito di lavorarci su”, ha affermato la Sanders.

Fin dalla propria campagna elettorale, Trump ha spesso utilizzato una retorica anti-migranti, che si è poi concretizzata nell’adozione di un bando il 28 gennaio, riformulato il 6 marzo, che vieta ai cittadini provenienti da 6 Paesi islamici di entrare negli Stati Uniti. Recentemente, in relazione ai fatti di Charlottevile del 12 agosto, in cui c’è stato uno scontro violento tra una manifestazione di suprematisti bianchi e un corteo anti-razzista, Trump è stato accusato di non aver condannato duramente l’accaduto.

Sofia Cecinini

di Redazione

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