PUTIN CONTRO LE ARMI USA ALL’UCRAINA

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 13:03 in Russia Ucraina

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Il presidente russo ammonisce: la fornitura di armi americane all’Ucraina non è un bene, aggraverà il conflitto, e non si sa come reagiranno le repubbliche di Donetsk e Lugansk.

Il presidente Putin. Fonte: kremlin.ru

Il presidente Putin. Fonte: kremlin.ru

Le forniture statunitensi di armi all’Ucraina sarebbero una decisione sovrana di Washington e la Russia non può influenzare in nessun modo questione: è questa la posizione del presidente russo Vladimir Putin, interrogato in conferenza stampa, a margine del vertice dei paesi del BRICS in Cina, riguardo alla decisione statunitense di armare Kiev.

“Questa — ha spiegato Putin— è una decisione sovrana degli Stati Uniti: a chi vendere armi e a chi fornirle gratuitamente, nonché quale paese è il destinatario di questa assistenza. Non possiamo influenzare in alcun modo questo processo, ma ci sono norme internazionali e approcci comuni al problema”.

Secondo Putin “la fornitura di armi in una zona di conflitto non è un bene per la pace, ma serve solo ad aggravare la situazione, il numero delle vittime può certamente aumentare”.

Il leader del Cremlino ha aggiunto che le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR) avevano abbastanza armi, comprese quelle sequestrate alla parte avversa. “E se le armi americane vengono fornite nella zona di conflitto — ha concluso Putin —, è difficile dire come reagiranno le repubbliche auto-proclamate. Potrebbero rinforzare i propri armamenti e creare un’escalation militare nella zona del conflitto”.

A fine agosto il segretario alla difesa Mattis, in visita a Kiev, aveva aperto alla possibilità di fornire armi al governo ucraino.

Kiev accusa Mosca di essere dietro le forniture di armi alle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, mentre il Cremlino risponde che le continue violazioni del cessate il fuoco e il mancato rispetto degli accordi di Minsk sono da attribuire al governo ucraino.

Putin ha aperto, invece, all’ipotesi di inviare Caschi blu nel Donbass: “Sì se solo lungo la linea di demarcazione e previo accordo delle repubbliche separatiste – ha affermato il presidente russo – stiamo già lavorando a una bozza di risoluzione in tal senso”. Lo scopo sarebbe quello di garantire la sicurezza degli osservatori OSCE incaricati di monitorare il cessate il fuoco. A Kiev, però, la proposta russa non basta. L’esigenza espressa a più riprese dal premier Arsenyj Jacenjuk è che la missione ONU operi nella totalità del territorio interessato dal conflitto, e quindi in tutto il territorio delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, che si oppongono categoricamente.

 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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