MALESIA: AUNG SAN SUU-KYI SIA ALL’ALTEZZA DEL SUO PREMIO NOBEL

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 6:05 in Asia Malesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Malesia si unisce al coro dei paesi del Sud-Est Asiatico a maggioranza islamica che chiedono la fine delle violenze contro i musulmani di etnia Rohingya nel nord del Myanmar.

La Malesia ha convocato l’ambasciatore del Myanmar a cui ha espresso le sue preoccupazioni per la “continua violenza” perpetrata contro la minoranza etnica musulmana Rohingya, nello stato di Rakhine, nel nord del Myanmar.

Il Ministro degli Esteri della Malesia, Anifah Aman, ritiene che le ultime settimane di scontri violenti tra l’esercito del Myanmar e i militanti Rohingya mostrino chiaramente come il governo birmano non abbia compiuto alcun progresso verso la definizione di una soluzione pacifica che ponga fine alla precaria condizione dei musulmani di etnia Rohingya, che vive maggiormente nello stato di Rakhine, nel nord del Myanmar, al confine con il Bangladesh. “Visti gli ultimi sviluppi, la Malesia ritiene che la questione della violenza e delle discriminazioni contro i Rohingya dovrebbe essere sollevata a un livello più alto di simposio internazionale”, ha affermato il ministro Anifah.

La Malesia non è l’unico paese che sta aumentando la pressione sul Myanmar, anche l’Indonesia ha chiesto la fine della violenza contro i musulmani Rohingya e all’appello si sono uniti anche il Bangladesh e il Pakistan. Sono circa 125 mila i Rohingya che hanno lasciato il Myanmar per cercare rifugio in Bangladesh e sfuggire alle violenze di cui è accusato l’esercito birmano dall’inizio della campagna militare avviata nell’ottobre 2016 per rispondere agli attacchi da parte di un gruppo di militanti islamisti.

La Malesia e gli altri paesi del Sud-Est Asiatico sono in ampia misura a maggioranza islamica, mentre in Myanmar la più ampia parte della popolazione è di fede buddista. Il governo del premio Nobel per la Pace Aung San Suu-kyi ha finora negato le accuse ai danni dell’esercito e affermato che quella che i militari stanno svolgendo è una lotta legittima contro i “terroristi Rohingya”.

“Essendo un premio Nobel che si è battuto per i principi dei diritti umani, la comunità internazionale posto grandi aspettative su Aung San Suu-kyi in merito al processo di pace e riconciliazione dei diversi gruppi etnici in Myanmar”, ha affermato il Ministro degli Esteri della Malesia, “la speranza della Malesia è che lei possa essere all’altezza di queste aspettative presto”.

Il Ministro Anifah ha anche contattato le sue controparti in Iran e Turchia per proporre la convocazione di un incontro straordinario della Organizzazione dei Paesi Islamici per discutere della crisi umanitaria dei Rohingya.

Ilaria Tipà

di Redazione

Articoli correlati

Asia Myanmar

Myanmar: Aung San Suu-kyi chiede aiuto per i Rohingya

La leader del Myanmar ha parlato per la prima volta della crisi umanitaria dei Rohingya e chiesto l’aiuto della comunità internazionale

Asia Corea del Sud

Corea: esercitazione aerea tra USA e Corea del Sud

La Corea del Sud e gli Usa hanno avviato un’esercitazione aerea congiunta sul cielo coreano, mentre Cina e Russia hanno avviato gli esercizi navali bilaterali

Asia Cina

Cina: colloquio telefonico Trump-Xi Jinping su Corea del Nord

Trump e Xi Jinping hanno avuto un colloquio telefonico, secondo la Casa Bianca si sarebbero accordati per massimizzare la pressione su Pyongyang, nessun riferimento a tale accordo sui media cinesi

Asia Filippine

FILIPPINE: L’ESERCITO RICONQUISTA CENTRO DI COMANDO DEI MILITANTI

L’esercito delle Filippine ha riconquistato la moschea che era il centro di comando dei militanti che assediano la città di Marawi da 4 mesi

Asia Pakistan

PAKISTAN: TALEBANI UCCIDONO UN AMMINISTRATORE GOVERNATIVO

L’amministratore governativo pakistano, Fawad Ali, è morto insieme ad altri 4 agenti della polizia tribale presso il confine tra Pakistan e Afghanistan, per via di una bomba che era stata posizionata per strada. Domenica 17 settembre, il veicolo sul qu …

Afghanistan USA e Canada

GLI USA ESPANDERANNO LA ZONA DI SICUREZZA A KABUL

I confini della Green Zone di Kabul verranno allargati per includere al loro interno la base militare americana conosciuta con il nome Kabul City Compound, ex quartier generale delle American Special Operations nella capitale afghana


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.