KURDISTAN: INIZIATA LA CAMPAGNA PER IL REFERENDUM

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 15:38 in Iraq Medio Oriente

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Il Kurdistan iracheno ha lanciato ufficialmente la campagna di promozione del referendum nel quale si voterà per l’indipendenza della regione dall’Iraq. La campagna di promozione continuerà fino al 22 settembre.

Il referendum, che era stato indetto il 10 giugno scorso, si terrà il 25 settembre 2017, ma non avrà un esito immediatamente operativo. Al momento dell’annuncio, infatti, il presidente Regione del Kurdistan, Masoud Barzani, aveva sottolineato che il referendum servirà soltanto a chiarire cosa desidera il popolo curdo per il proprio futuro.

L’Alta Commissione indipendente per le elezioni e il referendum ha riferito che, nella regione del Kurdistan iracheno, 5,5 milioni di persone hanno il diritto di votare nel referendum per l’indipendenza. Inoltre, ha chiarito che anche le aree sottoposte al controllo dei Peshmerga curdi, tra cui la provincia di Ninive e di Kirkuk parteciperanno al voto.

Il referendum interesserà, quindi, sia la Regione del Kurdistan – che include i governatorati di Erbil, Dohuk e Sulaymaniyah – sia le aree curde non soggette all’autorità della Regione, ovvero le zone nel nord dell’Iraq, in particolare la provincia di Kirkuk, rivendicata dai curdi e dal governo federale iracheno.

Da parte sua, il governo dell’Iraq ha reagito alla notizia della partecipazione del governato di Kirkuk al referendum definendola una decisione “inaccettabile e sbagliata” e ha aggiunto che si tratta di una “misura non costituzionale e senza valore”.

Infine, il portavoce ufficiale dell’Alta Commissione, Sherwan Zarar, ha invitato gli osservatori internazionali e le organizzazioni civili ad accelerare la registrazione dei nomi dei loro osservatori e ha aggiunto che liste verranno chiuse con il lancio della campagna di promozione del referendum.

La notizia del referendum nel Kurdistan iracheno ha suscitato molti dissensi sia nella regione sia da parte degli Stati Uniti. Nella regione, oltre all’Iraq, la principale opposizione è giunta dalla Turchia.

Da parte sua, Ankara ha definito il referendum “un errore fatale” che contribuirebbe a rendere la regione ancora più instabile. La preoccupazione della Turchia è che la creazione di uno Stato curdo indipendente in Iraq incentivi i movimenti indipendentisti dei curdi presenti nel proprio Stato. Tale preoccupazione è aumentata ulteriormente quando, sulla scia delle richieste indipendentiste irachene, il 29 luglio 2017, l’Unione curda del nord della Siria ha indetto le prime elezioni locali nel territorio curdo siriano, al confine con la Turchia.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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