COREA DEL SUD E RUSSIA DISCUTONO DELLA COREA DEL NORD

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 16:12 in Asia Corea del Sud

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La situazione della penisola coreana può divenire imprevedibile se Pyongyang non pone fine alle sue “azioni provocatorie” dopo il suo ultimo test nucleare, hanno dichiarato il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, e la sua controparte della Russia, Vladimir Putin, durante il colloquio ai margini del vertice economico di Vladivostok, il 6 settembre.

Vladimir Putin e Moon Jae-in hanno avuto un incontro bilaterale ai margini del summit sull’economia in corso nella città della Russia orientale di Vladivostok per discutere insieme dell’inasprimento delle tensioni sulla penisola coreana, in seguito al test nucleare realizzato dalla Corea del Nord, domenica 3 settembre. la Corea del Sud ritiene possibile che Pyongyang stia progettando nuovi test dei suoi missili balistici a lungo raggio in occasione dell’anniversario della fondazione del regime, il 9 settembre.

Il presidente di Seoul è entrato in carica il 9 maggio scorso portando avanti una politica favorevole al ritorno al dialogo con Pyongyang, ma di fronte ai nuovi test condotti dal vicino del Nord, Moon Jae-in ha dovuto inasprire la sua linea e chiedere, martedì 5 settembre, che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu consideri nuove sanzioni più dure nei confronti della Corea del Nord. Le sanzioni dovrebbero comprendere anche l’embargo totale delle importazioni di petrolio verso Pyongyang.

La Russia –come la Cina – ha mantenuto un approccio più cauto in merito alle nuove sanzioni. Putin ha affermato che continuare con le sanzioni sarebbe una “strada senza uscita”, poiché finora l’unico risultato che esse hanno portato è stato quello di far aumentare la preoccupazione di Pyongyang per un possibile attacco da parte degli Stati Uniti e, di conseguenza, di rendere più urgente il completamento del suo arsenale.

L’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha accusato il leader nordcoreano Kim Jong-un di “chiedere la guerra” con i suoi test missilistici e nucleari. L’ambasciatrice Haley ha chiesto ai 15 membri del Consiglio Sicurezza dell’Onu di imporre le sanzioni “più forti che mai” sulla Corea del Nord e di chiudere tutti i suoi traffici commerciali.

La Corea del Nord non sembra, però, preoccuparsi di nuove sanzioni il portavoce della diplomazia del regime di Kim Jong-un a Ginevra, martedì 5 settembre, ha dichiarato che il suo paese è pronto a inviare “nuovi pacchi regalo” agli Stati Uniti. “Le recenti misure di auto-difesa intraprese dal mio paese sono un pacco regalo indirizzato a nessun altro se non agli Stati Uniti”, ha dichiarato l’ambasciatore della Corea del Nord all’Onu, Han Tae Song.

Ilaria Tipà

di Redazione

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