CASO TINTORI: IL VENEZUELA PROTESTA CON I PAESI UE

Pubblicato il 6 settembre 2017 alle 5:54 in America Latina Venezuela

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Il governo di Nicolás Maduro, bersaglio di critiche da parte di molti paesi europei, ha deciso di inoltrare una formale protesta alle rappresentanze diplomatiche dei paesi UE accreditate a Caracas, accusandoli di “ingerenze esterne inammissibili”.

Lilian Tintori e Leopoldo López. Fonte: twitter

Lilian Tintori e Leopoldo López. Fonte: twitter

Il Venezuela ha elevato una protesta formale contro le cancellerie europee accusate di ingerenze negli affari interni di Caracas. Il ministro degli esteri venezuelano Jorge Arreaza ha reso nota la decisione del governo in una conferenza stampa, nella quale ha risposto duramente alle posizioni critiche assunte da numerosi paesi europei verso il governo di Nicolás Maduro.

“Vogliamo avere i migliori rapporti non soltanto con la Germania, l’Italia, la Spagna, il Regno Unito ma con tutti i Paesi del pianeta Terra – ha dichiarato Arreaza – ma devono essere relazioni che siano basate sul rispetto della nostra sovranità, sul rispetto della democrazia venezuelana e del funzionamento delle sue istituzioni”.

La dura posizione assunta da Caracas deriva dalle proteste dei governi spagnolo, italiano e tedesco per le restrizioni imposte a Lilian Tintori, moglie del leader dell’opposizione Leopoldo López. Alla donna è stato negato il diritto di lasciare il Venezuela ed accompagnare il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Julio Borges, in occasione della visita ufficiale di questi in Europa. Tintori, a sua volta figura di spicco dell’opposizione venezuelana, è sotto inchiesta dallo scorso 30 agosto. Le viene contestato il ritrovamento, all’interno del bagagliaio della sua auto, di due valigie contenenti 200 milioni di bolívares in contanti (equivalenti a circa 55.000 €).

Tintori è stata sostituita nel tour europeo da Freddy Guevara, vice di López in seno al partito Voluntad Popular.

Julio Borges ha effettuato una prima tappa a Parigi dove ha ottenuto l’appoggio del Presidente francese Emmanuel Macron. “L’appoggio che abbiamo ricevuto dalle democrazie nel mondo, che si aggiunge a quel che hanno rappresentato le proteste della gente in strada, è ciò che permetterà una soluzione democratica della crisi” – ha assicurato Borges alla stampa dopo l’incontro con il Presidente francese all’Eliseo.

Borges, che sarà oggi a Madrid, prima di proseguire per Berlino e Londra, sostiene presso i leader europei la necessità di sbloccare gli aiuti umanitari per la popolazione del Venezuela e l’urgenza di giungere ad una soluzione pacifica della crisi.

In patria il Presidente dell’Assemblea Nazionale è oggetto di critica da parte della stampa filo-governativa, che sottolinea come in piena crisi istituzionale, Borges sia andato in vacanza a Santo Domingo con la famiglia.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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