NEGOZIATI SEGRETI A CUBA PER SOSTITUIRE MADURO

Pubblicato il 5 settembre 2017 alle 6:06 in Cuba Venezuela

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Cuba avrebbe dovuto ritirare il sostegno politico e militare al governo venezuelano, al fine di debilitare Maduro e avviarne la sostituzione con esponenti moderati del chavismo. La mediazione, secondo il quotidiano argentino Clarín, sarebbe stata avviata dal Vaticano e sarebbe fallita per l’opposizione del nucleo duro del Partito Comunista Cubano. 

Raúl Castro il 1 maggio scorso. Fonte: elobservador

Raúl Castro il 1 maggio scorso. Fonte: elobservador

Il Vaticano avrebbe fatto ricorso a Raúl Castro per favorire un passaggio di testimone pacifico in Venezuela, sostituendo Nicolás Maduro con qualche esponente più moderato del chavismo, disposto a trattare con l’opposizione e a condurre il paese alle urne entro il 2019. La trattativa sarebbe fallita per la decisione dell’anziano leader cubano di non schierarsi, secondo indiscrezioni a causa dell’opposizione dell’ala dura del Partito Comunista Cubano.

A riferire la notizia, non confermata né dalle autorità dell’Avana né dalla curia vaticana, il quotidiano argentino Clarín. Il giornale bonaerense non specifica se a presentare la proposta a Raúl Castro è stato direttamente l’episcopato venezuelano o qualche rappresentanza diplomatica latinoamericana accredita a L’Avana. La mediazione, spiega il quotidiano argentino, è ancora sul tavolo. L’offerta per Cuba sarebbe che qualunque governo venezuelano dovesse subentrare a Maduro continuerebbe a rifornire l’isola di petrolio alle condizioni, molto favorevoli, stabilite da Hugo Chávez e Fidel Castro nel 2002.

Il Vaticano e Cuba mantengono ottime relazioni sin dall’udienza concessa da Giovanni Paolo II a Fidel Castro nel 1996. Due anni dopo il Papa si recò a Cuba, in occasione di una storica visita pastorale di cinque giorni (21-25 gennaio 1998). Il Vaticano è stato fondamentale nell’apertura di Cuba al mondo, e anche Benedetto XVI e Francesco hanno visitato l’isola. Papa Francesco in particolare ha giocato un ruolo importantissimo nel disgelo tra L’Avana e Washington, ruolo per il quale è stato pubblicamente ringraziato sia da Castro che da Obama.

In cambio, Raúl Castro, approfittando delle ottime relazioni tra Cuba e la Russia, si offrì come mediatore tra Mosca e Roma, facilitando l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca di Tutte le Russie Kirill, avvenuto all’aeroporto Martí di L’Avana nel febbraio 2016. L’incontro fu alla base delle relazioni strette da Papa Francesco con Vladimir Putin, cui il Vaticano riconosce un ruolo di protezione dei crisitiani in Medio Oriente, considerato l’attivismo militare e diplomatico russo nell’area.

In occasione di una recente visita a Mosca, il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, che fu anche nunzio a Caracas, ha chiesto a Putin di intercedere presso Castro per facilitare la soluzione della crisi venezuelana.

La debolezza dell’opposizione venezuelana, incapace di trovare un punto d’incontro non solo con i chavisti dissidenti o moderati, ma anche in seno alla stessa coalizione anti-Maduro, sarebbe – riferisce sempre la fonte citata da Clarín – il principale ostacolo al successo di ogni trattativa. Il Vaticano, infatti, è convinto che solo un governo di unità nazionale, composto da chavisti e anti-chavisti, possa traghettare il Venezuela verso l’uscita dalla crisi.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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