ITALIA E ALGERIA UNITE CONTRO IL TERRORISMO E L’IMMIGRAZIONE ILLEGALE

Pubblicato il 5 settembre 2017 alle 11:42 in Europa Immigrazione

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L’Italia e l’Algeria uniranno i propri sforzi per contrastare il terrorismo e il traffico di esseri umani.

Il ministro dell'interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Lunedì 4 settembre, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è recato in visita ad Algeri per incontrare il proprio omologo algerino, Noureddine Bedoui. Nel corso del meeting, i due ministri hanno avviato un nuovo accordo in materia di sicurezza che unisca l’Italia e l’Algeria nella lotta contro il terrorismo e nel contrasto al traffico di esseri umani, al fine di risolvere la crisi migratoria nel Mediterraneo. Nel comunicato del Ministero dell’Interno si legge che: “La cooperazione tra Italia e Algeria già funziona in modo importante tra le agenzie di sicurezza, la Gendarmeria algerina e i Carabinieri italiani. Abbiamo deciso, tuttavia, di implementarlo ulteriormente”. Minniti si è complimentato con le autorità algerine per gli sforzi profusi per contrastare il terrorismo e innalzare i livelli di sicurezza. Secondo i nuovi accordi, che verranno firmati definitivamente in ottobre a Roma, un ufficiale del dipartimento di pubblica sicurezza italiana si recherà nei prossimi mesi ad Algeri per rafforzare ulteriormente il rapporto di cooperazione tra i due Paesi.

Da parte sua, il ministro algerino ha confermato che il suo Paese continuerà a sostenere l’Italia su temi internazionali e, in particolar modo, su questioni di interesse comune come la crisi migratoria, la quale minaccia la stabilità dell’intera regione nordafricana e dell’Europa.

Data la sua posizione geografica, che la espone a continue minacce dall’esterno, l’Algeria sta portando avanti una rigida campagna di sicurezza lungo i suoi confini, soprattutto con la Libia, il Mali e il Niger, per eliminare le attività terroristiche di diversi gruppi islamisti. Dal punto di vista migratorio, l’International Organization for Migration rende noto che l’Algeria è soprattutto un Paese di transito, ma che, con il tempo, sta diventando anche un territorio di destinazione per i flussi di migranti africani. Dal primo gennaio al 30 giugno 2017, 501 migranti sono partiti dall’Algeria e hanno raggiunto l’Italia e la Grecia a bordo di imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani.

Dal momento che l’Italia è il Paese europeo che ha accolto il maggior numero di migranti, le autorità di Roma stanno privilegiando la firma di accordi con gli Stati nordafricani e africani per cercare di gestire la situazione nel migliore dei modi. Oltre ad aver concluso diversi patti con la Libia, il 9 agosto 2017, la Farnesina ha reso noto che l’Italia ha donato un contributo del valore di 2 milioni di euro per effettuare una serie di interventi di cooperazione con l’Etiopia, a favore dei rifugiati che si trovano nel Paese africano.

Secondo il ministro dell’Interno, Marco Minniti, i confini a sud della Libia, con il Niger e il Ciad, sono un punto da tenere sotto controllo con attenzione, poiché potrebbero presto trasformarsi in un ambiente propizio per i gruppi terroristici. In tal modo, le frontiere meridionali europee non sarebbero più i Paesi del Nord Africa, ma si sposterebbero più a sud, al confine con il Niger e il Ciad. Non a caso, il 28 agosto, in occasione del vertice di Parigi sull’immigrazione, i leader di Italia, Francia, Germania, Spagna, il ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico, Fayez Serraj, l’Alto rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, si sono riuniti all’Eliseo insieme ai capi di Stato del Niger e del Ciad. Il recente incontro tra Minniti e la controparte algerina sembra essere in linea con la politica italiana di concludere accordi direttamente con i Paesi africani.

Sofia Cecinini

di Redazione

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