BOKO HARAM: QUASI 400 MORTI IN QUATTRO MESI TRA LA NIGERIA E IL CAMERUN

Pubblicato il 5 settembre 2017 alle 17:20 in Africa Nigeria

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Il gruppo terroristico nigeriano, Boko Haram, dal primo aprile al 5 settembre 2017, ha causato la morte di 400 persone nella regione del lago Ciad, tra la Nigeria e il Camerun.

Alcuni miliziani di Boko Haram. Fonte: L'Interferenza

Alcuni miliziani di Boko Haram. Fonte: L’Interferenza

E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Amnesty International, in cui viene reso noto che l’aumento degli attacchi suicidi, spesso commessi da ragazze e bambine, evidenzia la necessità di assistenza e protezione da parte di un numero sempre maggiore di civili. Per questo motivo, secondo l’organizzazione umanitaria, i governi della Nigeria e del Camerun dovrebbero prendere provvedimenti per far fronte alla situazione e contrastare la campagna terroristica. Secondo le stime di Amnesty International, 223 civili sono morti in territorio nigeriano nell’arco dei quattro mesi passati, di cui 100 soltanto ad agosto. Nel vicino Camerun, invece, ad aprile sono stati uccisi 158 cittadini.

L’attentato più mortale si è verificato il 12 luglio, quando una bambina alla guida di un’autobomba si è scagliata contro un negozio di videogiochi a Waza, a 8 chilometri dal confine nigeriano, uccidendo 16 civili e ferendone almeno 34.

Il 22 agosto, l’UNICEF ha denunciato che il numero di bambini e bambine kamikaze utilizzati da parte del gruppo terroristico nigeriano è quadruplicato dall’inizio del 2017 a oggi, rispetto ai dati del 2016.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20,000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. In quella zona, l’UNICEF sta mettendo in atto una serie di iniziative volte a promuovere la tolleranza religiosa e la reintegrazione. Tuttavia, la furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse.

Sofia Cecinini

di Redazione

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