L’INGHILTERRA ANNUNCIA L’INVIO DI NUOVE TRUPPE IN IRAQ PER COMBATTERE L’ISIS

Pubblicato il 4 settembre 2017 alle 20:01 in Europa Iraq

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L’Inghilterra invierà un piccolo contingente di esperti militari ad assistere le forze della coalizione internazionale a guida americana che bombardano l’ISIS in Iraq.

Soldati della coalizione internazionale guidata dagli USA in Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Soldati della coalizione internazionale guidata dagli USA in Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

La notizia è stata annunciata dal ministro della difesa inglese, Michael Fallon, il quale ha spiegato che “l’Inghilterra sta aumentando il proprio impegno nella guerra contro lo Stato Islamico per liberare definitivamente i territori iracheni ancora sotto il controllo dei terroristi”. Nel corso dei prossimi sei mesi, gli ingegneri militari della Royal 44 lavoreranno presso la base di al-Asad, nella provincia di Anbar, nell’Iraq occidentale, per assistere e dirigere la costruzione di nuove infrastrutture, tra cui alloggi e uffici. Questa nuova iniziativa fa salire a 600 il numero di truppe inglesi presenti nella base militare in Iraq, la quale ospita anche soldati americani e danesi.

La provincia di Anbar, la quale si trova al confine con la Siria, la Giordania e l’Arabia Saudita, si trova sotto il controllo dei jihadisti dell’ISIS dal 2014. Nel corso del tempo, le forze governative irachene sono riuscite a liberare diverse città della zona, ma i militanti sono ancora presenti nei territori al confine con la Siria. Il 27 agosto, il ministero della Difesa iracheno ha annunciato ufficialmente la ripresa di Tal Afar, l’ultima base dell’ISIS nella provincia di Ninive, nel nord dell’Iraq. La liberazione di Tal Afar è stata relativamente più rapida di quella di Mosul, principale roccaforte dell’ISIS in Iraq, dove le operazioni militari hanno impiegato 9 mesi per eliminare i jihadisti, dal 17 ottobre 2016 al 9 luglio 2017.

A breve, i combattenti curdo-iracheni lanceranno una nuova offensiva nella provincia di Kirkuk per liberare la città di Hawija. La zona, ricca di giacimenti petroliferi, è teatro di tensioni tra il governo federale iracheno e le autorità regionali curde, le quali mirano a ottenere l’indipendenza attraverso il referendum previsto per il 25 settembre, che è stato definito dalle autorità di Baghdad “prematuro”.

Dall’inizio del 2017, l’Inghilterra ha subito 3 attentati terroristici che sono stati rivendicato dall’ISIS. Il primo è avvenuto il 22 marzo, presso il Westminster Bridge, dove il 52enne inglese Khalid Masood, a bordo di un suv, ha falciato i pedoni che stavano percorrendo il ponte, a Londra, e ha poi ucciso un poliziotto con un coltello. Il secondo attacco si è verificato la sera 22 maggio, quando il 22enne di origini libiche, Salman Abedi, si è fatto esplodere all’uscita di un concerto alla Manchester Arena, uccidendo 22 persone, tra cui 12 bambini, e ferendone altre 64. Infine, il terzo attentato ha avuto luogo a Londra, il 3 giugno, dove un van si è scagliato contro i pedoni lungo il London Bridge per poi dirigersi verso il Borough Market, dove tre terroristi sono scesi dal veicolo e hanno attaccato i passanti armati di coltelli, uccidendo 7 persone e ferendone 48.

Secondo le stime del governo inglese, il Regno Unito, nel corso del tempo, ha inviato 1,350 membri del proprio personale militare per supportare le forze della coalizione internazionale a guida americana, mentre l’aviazione ha condotto 1,340 bombardamenti tra la Siria e l’Iraq, fornendo anche servizi di intelligence avanzati alle forze di sicurezza irachene. Sul campo, l’Inghilterra ha addestrato 52,000 soldati iracheni, mentre in Siria ha assistito i gruppi dell’opposizione nella campagna militare contro l’ISIS.

Sofia Cecinini

di Redazione

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