DIAMO LA PAROLA ALLA COREA DEL NORD: LE PAROLE NON FUNZIONANO, AGIAMO

Pubblicato il 4 settembre 2017 alle 21:04 in Asia Corea del Nord

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La marina degli Stati Uniti e quella di Singapore hanno completato il primo esercizio militare bilaterale nelle acque vicine all’isola di Guam, lunedì 4 settembre. L’esercitazione si è svolta dal 19 agosto al 2 settembre e si iscrive nel quadro dei tentativi di migliorare le capacità di difesa degli Stati Uniti e dei loro alleati di fronte alle crescenti minacce provenienti da Pyongyang.

L’isola di Guam, parte del territorio degli Stati Uniti e sede di una importante base militare Usa nel Paficio, è stata oggetto delle minacce della Corea del Nord che ha dichiarato di volerla attaccare con i suoi missili.

La Corea del Nord vede ogni esercitazione militare organizzata dagli Usa nel Pacifico come un preparativo all’invasione del suo territorio e condanna soprattutto gli esercizi congiunti tra Corea del Sud e Stati Uniti. Nel giorno stesso in cui Pyongyang ha condotto il suo sesto test nucleare dal 2006, l’agenzia stampa ufficiale del regime nordcoreano, la KCNA, condannava aspramente le operazioni militari congiunte nelle acque vicine alla penisola. “Il comandante della marina di burattini della Corea del Sud insieme a quella di altri paesi si è mosso nelle isole del Mar di Corea Occidentale generando isteria guerrafondaia e dicendo di essere pronto a premere il grilletto se i nemici lo avessero provocato”, scrive la KCNA e aggiunge che queste dichiarazioni accompagnano il picco massimo delle esercitazioni di Usa e Corea del Sud che prendono di mira la Corea del Nord.

Le esercitazioni congiunte, secondo il giornale di partito Minju Joson, sono “atti ridicoli” che hanno portato la situazione a un livello di tensione altissimo e esasperato la volontà di autodifesa dell’esercito e della popolazione della Corea del Nord. “Le parole non funzionano con quei maniaci della guerra e imbecilli folli che sono privi di capacità pensare razionalmente e di condurre giudizi, anche elementari. È perciò piuttosto naturale che si debba rispondere loro solo con le azioni”, scrive il quotidiano del regime nordcoreano.

Secondo Pyongyang, dunque, le esercitazioni militari tra Washington e Seoul hanno mostrato più chiaramente e apertamente la loro ostilità nei confronti della Corea del Nord e quest’ultima ha diritto di difendersi e di prendere in mano la situazione. Il test nucleare condotto da Pyongyang domenica 3 settembre è una prima risposta, secondo il regime di Kim Jong-un, alle esercitazioni “folli” di Usa e Corea del Sud.

Qualora gli Stati Uniti e i loro burattini guerrafondai dovessero continuare nelle loro azioni, senza tenere presente che il loro rivale è in possesso di armi nucleari e missile balistici intercontinentali, scrive la KCNA, “non potranno mai sfuggire alla punizione da parte dell’esercito e del popolo nordcoreano”.
Di fronte al test nucleare condotto dalla Corea del Nord il 3 settembre, la comunità internazionale ha espresso condanna unanime. Gli Stati Uniti hanno reso noto, con le parole del capo della Difesa, James Mattis, che ogni minaccia “agli Usa e ai loro territori, compresa l’isola di Guam, o ai loro alleati verrà affrontata con una massiva risposta militare”.

In seguito a un periodo di relativa distensione nella crisi tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord nel mese di agosto, Pyongyang è tornata a provocare Washington e l’intera comunità internazionale, realizzando nuovi test. L’ultimo test prima della pausa di agosto era stato quello di un missile balistico intercontinentale realizzato il 28 luglio. Il 26 agosto, Pyongyang ha lanciato una serie di missili a corto raggio orientati verso la Corea del Sud e il 29 agosto un missile a raggio intermedio che ha sorvolato il cielo del Giappone. Il 3 settembre, l’ultima provocazione di Pyongyang è stato il sesto test nucleare di una bomba a idrogeno miniaturizzata che gli esperti ritengono possa essere installata su un missile balistico intercontintentale.

di Redazione

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