GIORDANIA – ISRAELE: RAPPORTI CONGELATI

Pubblicato il 3 settembre 2017 alle 6:03 in Giordania Medio Oriente

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La Giordania continua ad opporsi al ritorno dell’ambasciatrice israeliana, Einat Shlain, ad Amman.

Il rifiuto sembrerebbe irremovibile, soprattutto dopo che è circolata una foto che ritrae il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, mentre riceve, al loro ritorno in patria, l’ambasciatrice israeliana e Ziv Moyal, l’agente cui si deve l’uccisione di due cittadini giordani.

Secondo fonti israeliane, se la Giordania persisterà ad opporsi al ritorno dell’ambasciatrice ad Amman, Tel Aviv sarà costretto a nominare un nuovo ambasciatore, per salvaguardare le proprie relazioni con il Paese.

L’ambasciatrice israeliana aveva lasciato la capitale giordana dopo l’uccisione di due cittadini giordani da parte di un uomo della sicurezza israeliana. L’incidente, avvenuto domenica 23 luglio 2017,  aveva causato la morte di un ragazzo 17enne e di un medico. Secondo la ricostruzione dell’episodio, il giovane, che stava lavorando in un appartamento all’interno del compound dell’ambasciata, avrebbe aggredito l’ufficiale israeliano. In risposta, quest’ultimo avrebbe aperto il fuoco, causando la morte del ragazzo e del medico, proprietario dell’appartamento, colpito per errore.

Sono ancora in corso le indagini della polizia israeliana per chiarire la dinamica dell’incidente. Al momento, le relazioni tra Giordania e Israele sono congelate: non vengono infatti più concessi visti per Israele ai cittadini giordani e 163 passaporti di cittadini giordani che aspettano il rilascio del visto per Israele sono stati bloccati in una cassetta di sicurezza all’interno dell’ambasciata israeliana ad Amman.

L’incidente che ha causato la morte dei due cittadini giordani per mano di un israeliano ha provocato uno scontro diplomatico tra Israele e Giordania, complicando i rapporti già tesi tra i due Paesi. L’incidente è avvenuto in un momento molto delicato, nel quale Tel Aviv e Amman erano impegnati in negoziati regionali per risolvere la crisi di Gerusalemme.

Si tratta di uno degli incidenti diplomatici più gravi tra i due Paesi, in particolare dalla firma del trattato di pace del 4 maggio 1994, che riconosce alla Giordania un ruolo speciale nella gestione dei luoghi sacri musulmani di Gerusalemme.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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