MATTIS ORDINA L’INVIO DI NUOVE TRUPPE IN AFGHANISTAN

Pubblicato il 1 settembre 2017 alle 21:01 in Afghanistan USA e Canada

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Gli USA invieranno nuove truppe in Afghanistan.

Soldati americani in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

Soldati americani in Afghanistan. Fonte: Wikimedia Commons

La notizia è stata resa nota dal segretario della difesa americano, James Mattis, che, giovedì 31 agosto, ha firmato l’ordine, in linea con la nuova strategia statunitense nel Paese asiatico, annunciata da Donald Trump il 21 agosto. Mattis, tuttavia, non ha specificato il numero preciso di soldati americani che verranno mandati a combattere contro i talebani e gli altri gruppi islamisti. “L’ordine non è completo, stiamo ancora decidendo i dettagli”, ha riferito il segretario della difesa ai giornalisti, aggiungendo che non rivelerà le informazioni definitive fino al briefing della prossima settimana in seno al Congresso. Alcune fonti militari hanno riferito a Reuters che verranno inviate 4,000 truppe aggiuntive in Afghanistan, ma non ci sono state conferme ufficiali.

Dopo mesi di revisioni e studi, l’amministrazione Trump ha elaborato una nuova strategia per cercare di eliminare definitivamente i talebani e stabilizzare il Paese asiatico. Gli Stati Uniti hanno un interesse vitale nell’Afghanistan. Dall’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, l’obiettivo principale delle amministrazioni americane è stato sempre quello di prevenire un secondo attacco simile. Su ordine dell’allora presidente George W. Bush, gli USA invasero il Paese asiatico nel 2001 per eliminare i talebani e fornire supporto alle autorità locali, al fine di rafforzare l’autorità governativa. 16 anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono riusciti a risolvere l’instabilità del Paese. Giovedì 31 agosto, il Pentagono ha reso noto che, attualmente, in Afghanistan sono presenti 11,000 truppe statunitensi.

In seguito all’annuncio della nuova strategia, il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha riferito che il Paese asiatico diventerà “il cimitero degli Stati Uniti”.

Sofia Cecinini

di Redazione

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