IL FUTURO DELLA CINA SI DECIDE DAL 18 OTTOBRE

Pubblicato il 1 settembre 2017 alle 6:03 in Asia Cina

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Il Partito Comunista Cinese ha reso noto che il suo XIX Congresso si aprirà il 18 Ottobre. Il Congresso Generale del PCC è un momento fondamentale per la vita politica della Cina e si tiene a scadenza quinquennale. È durante il Congresso che vengono eletti i massimi leader del Partito e, di conseguenza, del paese.

Il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese è molto atteso in Cina, poiché durante la riunione verrà reso noto se il ruolo di Segretario Generale – leader supremo – del PCC verrà riconfermato al presidente Xi Jinping per un secondo mandato. La data di apertura dei lavori del Congresso è il 18 ottobre, secondo quanto reso noto dall’agenzia stampa ufficiale della Cina, Xinhua.

A Pechino si riuniranno più di 2300 delegati dei comitati di Partito a tutti i livelli amministrativi per discutere i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni e per eleggere i nuovi membri del Comitato Permanente del Politburo del Partito Comunista Cinese, il direttivo del Partito. I leader dello stato cinese vengono, nella maggior parte dei casi, scelti tra i sette membri del Comitato Permanente.

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Fonte: Flickr

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Fonte: Flickr

Secondo gli analisti, è altamente probabile che al presidente Xi Jinping venga confermato l’incarico alla guida del Partito Comunista per un secondo mandato, sancendo l’ulteriore consolidamento del suo potere. Xi Jinping è un leader carismatico che, nella visione comune dei cinesi, può essere paragonato ai grandi protagonisti della storia della Nuova Cina, come Mao Zedong e Deng Xiaoping.

Il XIX Congresso partirà dal rivedere i risultati raggiunti dalla Cina negli ultimi cinque anni, il più importante dei quali è la creazione di una società con un livello moderato di benessere diffuso (xiaokang shehui). Il presidente Xi Jinping si è posto come obiettivo quello di eradicare la povertà in Cina entro il 2021, anno che segnerà il 100esimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, nel 1921.

Tra i nuovi membri del Comitato Permanente che verranno eletti durante il Congresso dovrà esserci il successore di Xi Jinping, per quando egli giungerà alla fine del suo secondo mandato, nel 2022. Finora, nessun Segretario Generale del PCC è rimasto in carica per più di due mandati (il massimo ammesso anche per il ruolo di Presidente), tuttavia sono in molti in Cina a credere che Xi Jinping potrebbe cambiare anche questo assetto, in quanto non ha ancora indicato un suo possibile successore.

È stato il presidente Deng Xiaoping – fautore del grande programma di Riforme e Apertura avviato nel 1978 che ha permesso la ripresa economica della Cina dopo il periodo maoista – a stabilire, con una regola informale, che il Segretario Generale del Partito non rimanesse in carica per più di 10 anni, al fine di permettere alle diverse correnti interne al PCC di governare in epoche diverse. L’obiettivo era quello di evitare dispotismi.

Durante il XIX Congresso del PCC saranno 5 su 7 i membri del Comitato Permanente del Politburo a finire il mandato. Secondo gli analisti, il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang – gli unici due la cui rinomina è pressoché certa – mirano a creare un nuovo gruppo formato da loro sostenitori e alleati.

Tra i possibili candidati per l’elezione a membro del Consiglio Permamente c’era Sun Zhengcai, segretario di Partito della grande municipalità di Chongqing, nella Cina sud-occidentale. Sun Zhengcai è il più giovane dei membri del Politburo ed era considerato un candidato favorito. Nel mese di luglio 2017, però, è stato sostituito alla guida del Partito di Chongqing da Chen Miner, un uomo vicino al presidente Xi Jinping. Si tratta di una mossa strategica da parte di Xi Jinping per destabilizzare il sistema di successioni politiche creato dal suo predecessore Hu Jintao, il quale, sebbene sia in pensione, esercita ancora una forte influenza sulla vita politica cinese.

Il presidente Xi Jinping, dalla sua entrata in carica come Segretario del Partito, nel 2012, ha portato avanti una dura campagna anti-corruzione tra i ranghi del PCC. I suoi detrattori lo accusano di aver strumentalizzato questa campagna per eliminare i suoi nemici politici.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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