LIBIA: 500 MIGRANTI SALVATI AL LARGO DI TRIPOLI

Pubblicato il 31 agosto 2017 alle 6:01 in Immigrazione Libia

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La Guardia Costiera libica ha salvato circa 500 migranti al largo di Tripoli.

Le operazioni sono state effettuate il 29 agosto, in linea con l’obiettivo delle autorità del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di contrastare i flussi illegali nel Mediterraneo diretti verso l’Europa. Tra i migranti salvati ci sono individui originari dell’Africa subsahariana, dell’Egitto, del Marocco e della Tunisia, tra cui 7 donne e 6 bambini. Negli ultimi anni, sono state centinaia di migliaia le persone che hanno attraversato il deserto libico per imbarcarsi alla volta dell’Europa.

Il 28 agosto, i leader di Italia, Francia, Spagna, Germania, Niger, Libia, Ciad e l’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, si sono riuniti a Parigi per delineare un piano di azione volto a meglio gestire i flussi migratori dal Nord Africa all’Europa. In particolare, è stato concordato un nuovo meccanismo di controllo che servirà a identificare i migranti che scappano da Paesi in guerra e quelli che, invece, lasciano i propri Stati per motivi economici. Come è noto, la Libia è il Paese nordafricano dal quale parte il maggior numero di imbarcazioni cariche di migranti.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile. Attualmente, in Libia sono presenti due governi rivali, uno a Tobruk e l’altro a Tripoli, sostenuto dall’Onu e guidato dal primo ministro Fayez Serraj. Entrambi si rifiutano di riconoscere l’autorità dell’altro. Questa situazione di instabilità ha reso il Paese nordafricano un terreno fertile al traffico degli esseri umani, dove i migranti sono soggetti ad abusi continui e, spesso, vengono costretti in centri di detenzione per mesi.

Il 29 agosto, le Nazioni Unite hanno chiesto il rilascio immediato dei migranti più vulnerabili tenuti prigionieri dai trafficanti in Libia, denunciando l’estrema violenza e i trattamenti disumani che vengono commessi quotidianamente. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha riferito che “i migranti continuano a essere prigionieri di trafficanti, contrabbandieri e membri di gruppi armati”.

Sofia Cecinini

di Redazione

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