CIAD: LE CAUSE DELL’EMERGENZA UMANITARIA

Pubblicato il 31 agosto 2017 alle 14:22 in Africa Ciad

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Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali la Libia, il Sudan, la Repubblica Centrafricana, il Camerun, la Nigeria e il Niger.

Cartina del Ciad. Fonte: Wikimedia Commons

Cartina del Ciad. Fonte: Wikimedia Commons

In particolare, il Ciad costituisce un importante snodo di passaggio per tutti quei flussi migratori che, dall’Africa orientale e occidentale, confluiscono verso il Nord del continente, soprattutto in Libia, per imbarcarsi alla volta dell’Europa. Attualmente, nel Paese 300,000 rifugiati sono concentrati in 17 campi profughi, mentre gli sfollati sono 160,000 nella parte orientale e meridionale del territorio.

Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dall’instabilità e dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, con il completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Déby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e migliorare le condizioni sociali e l’assistenza sanitaria per i cittadini.

Le ondate dei flussi migratori che attraversano in Ciad per raggiungere la Libia sono generate principalmente dall’instabilità e dalla scarsa sicurezza del Sudan e della Repubblica Centrafricana. L’International Organization for Migration è attiva in Ciad per cercare di ricollocare i rifugiati sudanesi e per gestire il rimpatrio dei cittadini ciadiani dall’Italia e da Malta, al fine di rendere i meccanismi di ricongiungimento familiare più efficaci.

Il 29 agosto, le Nazioni Unite hanno predisposto 45 milioni di dollari destinati al Central Emergency Response Fund (CERF) per quattro Paesi, quali il Ciad, l’Afghanistan, la Repubblica Centrafricana e il Sudan, dove complessivamente 21 milioni di persone necessitano urgentemente assistenza umanitaria. In particolare, tale iniziativa aiuterà le missioni in corso a sostenere più efficacemente i cittadini in gravi difficoltà.

La situazione umanitaria in Ciad è aggravata dalle offensive del gruppo terroristico nigeriano, Boko Haram, il quale è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione.

Sofia Cecinini

di Redazione

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