REP. DEM. DEL CONGO: GLI SCONTRI HANNO PRODOTTO 3,8 MILIONI DI SFOLLATI

Pubblicato il 30 agosto 2017 alle 6:01 in Africa Congo

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Le Nazioni Unite hanno reso noto che le violenze e gli scontri nella Repubblica Democratica del Congo, nel corso dei sei mesi passati, hanno fatto triplicare il numero di sfollati, che adesso è pari a 3,8 milioni.

George Okoth-Obbo, ufficiale della UN Refugee Agency, ha riferito che 1,4 milioni di cittadini necessitano di cibo e vestiti nella sola regione di Kasai dove, dallo scorso ottobre a oggi, sono morti più di 3,000 civili. “E’ necessaria una protezione immediata, soprattutto per i bambini, moltissimi vivono in condizioni di estrema difficoltà”, ha riferito Okoth-Obbo. Nel sud del Paese, nella provincia di Tanganyika, gli scontri tra gruppi rivali hanno forzato migliaia di persone ad abbandonare le proprie case, esattamente come nella zona di Kivu. Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa 33,000 congolesi si sono rifugiati in Angola.

Nonostante la situazione, le autorità di Kinshasa devono fare i conti anche con l’arrivo di 550,000 rifugiati che sono scappati dal Burundi, dal Ruanda, dal Sud Sudan e dalla Repubblica Centrafricana.

La Repubblica Democratica del Congo, Stato africano ricco di risorse, ha guadagnato l’indipendenza dal Belgio nel 1960 senza, tuttavia, effettuare una transizione di potere pacifica. La violenza è aumentata e si è estesa in tutta la nazione dopo che il presidente congolese, Joseph Kabila, lo scorso dicembre, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale. I leader dell’opposizione hanno firmato un accordo fragile con la coalizione di governo e gli alleati di Khabila, che chiedeva al presidente di ritirarsi dopo le elezioni programmate per la fine del 2017.

Sofia Cecinini

di Redazione

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