DIAMO LA PAROLA ALLA COREA DEL NORD: NUOVI TEST MISSILISTICI IN ARRIVO

Pubblicato il 30 agosto 2017 alle 15:03 in Asia Corea del Nord

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Il leader maximo della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha promesso il lancio di ulteriori missili in direzione del Giappone, mostrando la sua determinazione nel portare avanti il suo programma di sviluppo missilistico e nucleare, nonostante la condanna unanime giunta dalle Nazioni Unite. Secondo Pyongyang, l’aumento delle tensioni è dovuto esclusivamente al comportamento belligerante degli Stati Uniti.

Kim Jong-Un, leader della Corea del Nord dal 2011

Kim Jong-Un, leader della Corea del Nord dal 2011

In risposta alla condanna dell’Onu, Pyongyang ha reso noto che sono previsti “ulteriori test di lancio di missili balistici con obiettivi nel Pacifico”, tramite l’agenzia di stampa ufficiale del regime, la KCNA. Il giornale del Partito Comunista, il Rodong Sinmun, mercoledì 30 agosto, ha pubblicato una serie di fotografie per celebrare il lancio del missile del 29 agosto. Le immagini mostrano Kim Jong-un sorridente mentre studia la cartina geografica del Pacifico con i suoi collaboratori.

Il test del 29 agosto ha rappresentato “un preludio significativo per contenere Guam, una base avanzata per l’invasione”, secondo il Rodong Sinmun. La Corea del Nord ritiene che i lanci di missili siano “contromisure risolute” per difendersi dagli esercizi militari tra Usa e Corea del Sud, che rappresentano prove generali per l’invasione ai danni della Corea del Nord.

Per la prima volta nella storia dei suoi test missilistici, la Corea del Nord ha dichiarato apertamente di aver lanciato di proposito un missile verso il Giappone. Situazioni simili si erano verificate in passato, nel 1998 e nel 2009, ma Pyongyang aveva affermato che non si trattava di missili, ma di razzi utilizzati per lanci spaziali.

Di fronte alla condanna della comunità internazionale e alle nuove minacce di intervento militare giunte da Washington, la Corea del Nord ribadisce la responsabilità degli Stati Uniti nell’attuale crisi sulla penisola coreana.

“Gli Stati Uniti stanno confondendo l’opinione pubblica affermando che tutta la colpa delle tensioni sulla penisola coreana sia di Pyongyang, ma nessuno crede alle loro parole. Gli Stati Uniti non hanno alcuna qualifica per parlare dei test nucleari effettuati dagli altri paesi, dato che sono loro stessi dei criminali nucleari. Sono stati i primi a generare un disastro nucleare contro l’umanità e rappresentano una minaccia nucleare per gli altri paesi”, scrive il Rodong Sinmun. “Appare evidente che la Corea del Nord non può sospendere il rafforzamento delle sue armi nucleari di fronte alla grave situazione attuale, in cui nessuno può sapere quando una guerra nucleare inizierà a causa delle continue minacce degli Stati Uniti ai danni della Corea del Nord”, conclude l’editoriale pubblicato il 30 agosto.

La Corea del Nord ha ripreso i suoi test missilistici dopo quasi un mese di astinenza con due lanci. Il primo, il 26 agosto, era indirizzato verso la Corea del Sud, il secondo, il 29 agosto, era orientato verso il Giappone e ha sorvolato l’isola di Hokkaido, prima di finire nell’Oceano Pacifico. Di fronte alle nuove provocazioni di Pyongyang, il Giappone, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno chiesto una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che si è svolta nella notte tra il 29 e il 30 agosto. I 15 membri del Consiglio hanno condannato all’unanimità le azioni di Pyongyang, ma il comunicato congiunto diffuso non prevede, per il momento, azioni concrete. Gli Stati Uniti hanno ribadito che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, tornando a minacciare implicitamente un’azione militare preventiva degli Usa contro la Corea del Nord, dopo la relativa distensione delle tensioni registrata nel mese di agosto. Di fronte alla sospensione dei test di Pyongyang, i leader di Washington avevano apprezzato la decisione di Kim Jong-un di non attaccare la base Usa nel Pacifico sull’isola di Guam. I nuovi test da parte della Corea del Nord sono giunti in seguito alla ripresa delle esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud, il 21 agosto.

Ilaria Tipà

di Redazione

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