CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU CONDANNA ULTIMO LANCIO DI PYONGYANG

Pubblicato il 30 agosto 2017 alle 13:04 in USA e Canada

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Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha condannato l’ultimo test missilistico effettuato dalla Corea del Nord.

La mattina del 29 agosto, il regime di Pyongyang ha lanciato un missile balistico che ha sorvolato Hokkaido, in Giappone, effettuando l’ennesima dimostrazione di forza. L’ultimo test era avvenuto il 26 agosto, quando la Corea del Nord ha lanciato una serie di missili a corto raggio verso la Corea del Sud. Nonostante la condanna, il Consiglio di sicurezza non ha reso noto se prenderà provvedimenti contro Pyongyang. Subito dopo la diffusione della notizia, il 29 agosto, i 15 membri del Consiglio hanno svolto una riunione di emergenza per discutere sulla risposta da mettere in atto. Ne è conseguita l’emissione di un comunicato congiunto, in cui l’azione della Corea del Nord è stata definita “una minaccia non solo per la regione, ma per tutti i membri delle Nazioni Unite”.

Tuttavia, come riporta il New York Times, il documento non lascia trapelare la volontà di mettere in atto una risposta concreta nei confronti del regime di Kim Jong-un. Nikki Haley, ambasciatrice americana all’Onu, ha riferito che il comunicato dimostra che “il mondo è unito contro la Corea del Nord” e che “gli USA non permetteranno che tali azioni provocatorie continuino”. Allo stesso modo, il presidente americano, Donald Trump, ha riferito che tutte le opzioni, anche quella militare, verranno prese in considerazione per limitare i comportamenti pericolosi di Pyongyang.

I rapporti tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord hanno vissuto un momento di massima tensione tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. In seguito all’adozione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Pyongyang, da parte del Congresso americano, avvenuto il 27 luglio, la Corea del Nord, il 28 luglio, ha testato un missile balistico intercontinentale che, ad avviso degli esperti, sarebbe stato in grado di raggiungere la costa occidentale statunitense. A quel punto, Trump ha minacciato di ricorrere “al fuoco e alla furia”, nel caso in cui Pyongyang avesse continuato a mettere in pericolo gli Stati Uniti. Di tutta risposta, Kim Jong-un ha reso noto di voler lanciare un missile capace di creare un’ondata di fuoco avvolgente intorno all’isola dell’oceano Pacifico occidentale Guam, dove gli USA hanno una base aerea militare molto importante. Nonostante le minacce, è trascorso un mese di tregua, durante il quale né gli USA, né la Corea del Nord hanno più effettuato esercitazioni. Le dichiarazioni del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, e del segretario della difesa, James Mattis, il 14 agosto, avevano addirittura lasciato intendere che Washington fosse predisposta al dialogo con Pyongyang. Tuttavia, i lanci del 26 e del 29 agosto da parte della Corea del Nord hanno interrotto la tregua, fomentando nuovamente le tensioni.

Sofia Cecinini

di Redazione

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