CINA E INDIA: MODI AL VERTICE BRICS

Pubblicato il 30 agosto 2017 alle 21:03 in Asia Cina

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La Cina si sta preparando all’apertura del vertice annuale dei paesi BRICS che si terrà a Xiamen a partire dal 3 settembre a cui parteciperà anche il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi. Si tratta di un importante segnale di distensione nei rapporti tra India e Cina che hanno attraversato quasi due mesi di tensione sulla linea di confine tra la Cina e il piccolo stato himalayano del Bhutan.

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang YI

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang YI

Il Ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, ha partecipato a una conferenza stampa per la presentazione degli incontri che si terranno a Xiamen a partire da domenica 3 settembre e che vedranno come protagonisti i paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), ma anche i paesi che la Cina definisce “mercati emergenti” ovvero Egitto, Messico, Guinea, Tailandia e Tajikistan. Il 3 e 4 settembre si terranno i vertici solo tra i BRICS, mentre il 5 si aprirà l’incontro allargato con gli altri paesi. Gli obiettivi principali dei meeting sono il rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e del commercio multilaterale. La Cina è il presidente di turno dei BRICS dal gennaio 2017 ed è convinta che il ruolo dei paesi “emergenti” sia fondamentale per la ripresa dell’economia mondiale e lo sviluppo.

Agli incontri parteciperà anche il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi. La sua presenza è un segnale di distensione nei rapporti tra India e Cina che hanno vissuto un periodo di tensione in seguito alle operazioni di costruzione di una nuova arteria stradale da parte dell’esercito cinese. L’India aveva inviato le sue truppe considerando l’operazione cinese come un’invasione nei confronti del piccolo stato del Bhutan, stretto alleato dell’India. In seguito a un mese di stallo in cui le truppe cinesi e indiane si sono fronteggiate lungo la linea di confine, i due paesi sono giunti a una risoluzione diplomatica della questione e l’India ha ritirato le sue truppe.

Il Ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, ha affermato che spera che l’India “imparerà una lezione” da quello che è accaduto nella zona oggetto di disputa nell’area dell’Himalaya. “Speriamo che l’India abbia imparato qualcosa da questo incidente e che eviterà che situazioni simili si verifichino in futuro”, ha detto Wang Yi durante la conferenza stampa in merito al vertice BRICS di Xiamen. La Cina ritiene che l’India abbia schierato le truppe inutilmente, dato che le squadre di costruzione cinese erano in una zona che Pechino ritiene essere sotto la sua sovranità.

New Delhi ha annunciato, lunedì 28 agosto, che sia la Cina che l’India avrebbero ritirato le loro truppe dal confine, mentre Pechino ha confermato il ritiro delle truppe indiane, ma ha aggiunto che il personale di sicurezza cinese rimarrà a controllare che non si verifichino nuove “invasione illecite” da parte indiana sul territorio cinese.

La zona oggetto della contesa territoriale è quella di Doklam e le tensioni tra India e Cina sono iniziate il 16 giugno, insieme ai lavori di costruzione da parte di Pechino. L’India non avanza rivendicazioni territoriali dirette su Doklam, ma è interessata a proteggere gli interessi del piccolo stato del Bhutan, suo stretto alleato. Dietro la crisi di Doklam ci sono in realtà i forti interessi strategici di India e Cina nella regione asiatica. I due giganti si contendono la supremazia di influenza sui paesi satelliti intorno a loro. L’India, in particolare, è preoccupata per lo sviluppo del piano strategico del presidente della Cina, Xi Jinping, Belt & Road. Si tratta di un’iniziativa che mira, imitando l’antica Via della Seta, a connettere Asia, Europa e Africa attraverso una serie di grandi progetti infrastrutturali.

Ilaria Tipà

di Redazione

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