SIRIA: I BAMBINI SENZA INFANZIA

Pubblicato il 29 agosto 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

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Una generazione di bambini siriani è stata esposta a orrori inimmaginabili essendo stata costretta a vivere prima secondo le regole imposte dallo Stato Islamico, poi in un conflitto senza fine.

Save The Children ha recentemente pubblicato il più ampio studio sulla salute mentale dei bambini che hanno vissuto la guerra civile siriana. Lo studio analizza i dati raccolti attraverso colloqui con 450 tra bambini e adulti in 7 governatorati siriani – su un totale di 14 governatorati. Il report dimostra che la Siria è ormai giunta a un “punto di non ritorno”: i bambini sono stati sottoposti a una quantità talmente grande di stress che le possibilità di guarire completamente diminuiscono di giorno in giorno.

Secondo lo studio, il trauma psicologico di cui soffrono i bambini siriani potrebbe causare non solo ferite psicologiche e disturbi comportamentali, ma anche malattie fisiche, come problemi cardiaci e diabete.

Almeno 3 milioni di siriani sotto i sei anni non conoscono altro se non la guerra e altri milioni sono cresciuti nella paura “all’ombra del conflitto”. I bambini siriani sono stati costretti a vivere in un perenne clima di violenza e di pericolo. Ciò comporta che un bambino su quattro è a rischio di sviluppare disordini psicologici, che potrebbero richiedere decenni per guarire.

L’esposizione prolungata alla guerra, allo stress e all’incertezza porta molti bambini a vivere uno stato di “stress tossico”, che può avere conseguenze estremamente dannose sulla loro salute psicologica, che, se non trattate tempestivamente e in modo adeguato, possono solo peggiorare. La più grande causa dello stress è la perdita delle persone care, perché vengono uccise, rapite o a causa della separazione dovuta alla fuga.

Tale situazione potrebbe avere conseguenze devastanti anche sulla Siria, dal momento che questi bambini sono la generazione che dovrà ricostruire il Paese dopo la fine del conflitto. Dopo sei anni di conflitto la Siria si trova ad un punto di non ritorno e questi bambini rischiano un danno permanente e irreversibile.

In merito alla situazione di Raqqa, Save The Children ha riferito che i minori intrappolati nella città sono tra i 9000 e i 12000. Secondo i dati di Amnesty International, 25 mila civili si trovano ancora nella città, intrappolati in un labirinto mortale, nel quale rischiano continuamente di morire.

Le condizioni di vita minime non vengono garantite: cibo e acqua scarseggiano, l’elettricità è disponibile soltanto per due-sei ore al giorno, non esistono scuole e i bambini non possono uscire di casa senza rischiare di venire feriti o uccisi.

Save the Children fornisce acqua e servizi igienici, supporto psico-sociale e aule temporanee per bambini e famiglie che sono fuggite. Tuttavia, nonostante il lavoro delle organizzazioni umanitarie, in Siria si registra una mancanza cronica di servizi che possano sostenere psicologicamente i bambini vittime dei traumi della guerra.

Secondo quanto affermato da Sonia Khush, direttrice di Save The Children in Siria: “Rischiamo di condannare una generazione di bambini a una vita di sofferenza a meno che non siano affrontate le loro esigenze di salute mentale”.

Lo Stato Islamico è entrato a Raqqa nel 2014, dichiarandola capitale de facto del califfato in Siria. Le Syrian Democratic Forces hanno iniziato le operazioni di liberazione della città nel giugno 2017.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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