ISRAELE TUONA CONTRO L’IRAN

Pubblicato il 29 agosto 2017 alle 15:03 in Israele Medio Oriente

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Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha tuonato contro l’Iran, accusandolo di essere impegnato nella costruzione di siti destinati alla produzione di missili guidati, sia in Siria sia in Iran. L’obiettivo sarebbe quello di utilizzarli conto Israele.

Durante una conferenza stampa congiunta che si è tenuta il 28 agosto 2017 con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in visita a Tel Aviv, Netanyahu ha affermato che l’Iran starebbe trasformando la Siria in una fortezza miliare. Ciò farebbe parte di un più ampio piano iraniano mirato a cancellare Israele.

Netanyahu ha aggiunto che, in questo momento, la questione più importante e urgente è la situazione di Hezbollah in Siria e ha chiesto alle Nazioni Unite che impediscano l’arrivo delle armi al gruppo sciita, dal momento che “ci sono decine di migliaia di armi che passano verso il Libano e Hezbollah, contrariamente a quanto stabilito dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza”.

Il Primo Ministro israeliano fa riferimento alla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, approvata nel 2006 con l’obiettivo di porre fine al conflitto tra Israele e Libano. La risoluzione impone il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, tra cui Hezbollah.

Israele teme l’estensione dell’influenza iraniana in Siria. Il 13 agosto 2017, durante un incontro con il governo israeliano, il capo dell’intelligence israeliana (Mossad), Yossi Cohen, aveva rivelato che le forze iraniane avevano iniziato a occupare le aree da cui si era ritirato lo Stato Islamico sia in Siria sia in Iraq. Gli ufficiali della sicurezza israeliana temono che Teheran possa utilizzare la zona occidentale dell’Iraq e quella orientale della Siria come un “ponte” per unire l’Iran al Libano, permettendo il transito di combattenti e di armi tra i due Paesi.

Durante la conferenza stampa congiunta, le due parti hanno trattato il tema del conflitto israelo-palestinese. Netanyahu ha incolpato le Nazioni Unite per quello che ha definito “il pregiudizio” delle sue istituzioni a vantaggio della Palestina e ha affermato che “le Nazioni Unite hanno fallito per quanto riguarda Israele”, dal momento che “le Nazioni Unite difendono i diritti umani, ma hanno permesso ai palestinesi di violare i diritti umani, dal momento che hanno accusato Israele di violare i diritti umani”.

Da parte sua, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha affermato che la discussione sul rimuovere Israele è “inaccettabile” ed ha ribadito che è importante riconoscere “il diritto di Israele di esistere in pace e sicurezza”. Guterres, inoltre, ha sottolineato la necessità di risolvere il conflitto israelo-palestinese attraverso una soluzione a due Stati.

Oggi, martedì 29 agosto, il Segretario Generale si recherà in visita a Ramallah, in Cisgiordania, per incontrare il Primo Ministro palestinese Rami Hamdallah.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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