COREA DEL NORD LANCIA UN MISSILE VERSO IL GIAPPONE

Pubblicato il 29 agosto 2017 alle 15:02 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico che ha sorvolato l’isola di Hokkaido, in Giappone, nella mattinata del 29 agosto. Si tratta del primo test missilistico non annunciato da Pyongyang ed è stato il primo a essere diretto sul cielo del Giappone. Il test segue quelli realizzati il 26 agosto e indirizzati verso la Corea del Sud, dopo un mese, quello di agosto, in cui Pyongyang non aveva condotto alcun test di lancio lasciando intravedere la possibilità del ritorno al dialogo alla comunità internazionale. Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, aveva dichiarato aperta la porta del negoziato e affermato che sarebbe rimasta tale dopo i test del 26. Questo nuovo test condotto contro un altro degli alleati chiave degli Stati Uniti in Estremo Oriente potrebbe cambiare le cose.

Il PM giapponese, Shinzo Abe. Fonte: en.kremlin.ru

Il PM giapponese, Shinzo Abe. Fonte: en.kremlin.ru

Il test di lancio della Corea del Nord rappresenta una “minaccia senza precedenti, grave e molto seria”, ha dichiarato il governo del Giappone dopo che il missile ha sorvolato per due minuti il cielo sopra Hokkaido, prima di cadere in mare, nella acque dell’Oceano Pacifico a 1180 km ad est di Capo Erimo. Secondo gli analisti, si sarebbe trattato di un missile balistico a raggio intermedio che è rimasto in aria per 15 minuti ed è partito alle 5:58 del mattino del 29 agosto, orario di Tokyo. Il governo giapponese ha dichiarato che non ci sono stati danni sul suolo del Giappone, né a navi o aeromobili.

Il missile lanciato il 29 agosto sarebbe partito dalla zona di Sunan, vicino a Pyongyang, secondo l’esercito della Corea del Sud. Le forze dell’ordine del Giappone non hanno tentato di annientare il missile in volo, ma il sistema di allerta J-Altert è stato attivato.

Il ministro degli esteri del Giappone, Taro Kono, ha comunicato che il Giappone ha chiesto all’Egitto – che detiene la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – di convocare una riunione d’emergenza del Consiglio per discutere della situazione attuale.

Il ministro Kono ha affermato che il pericolo per il Giappone è in aumento sempre costante e che gli Stati Uniti hanno reso noto che tutte le opzioni devono essere considerate per risolvere il problema rappresentato da Pyongyang. Tokyo si è anche attivata per organizzare telefonate di emergenza con la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Durante il dialogo telefonico, il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro Shinzo Abe hanno discusso della situazione e si sono allineati nella risposta che occorre dare attraverso una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti chiederanno all’Onu di aumentare la pressione su Pyongyang perché cambi la sua politica bellicosa.

Secondo il capo della diplomazia di Tokyo, sebbene Pyongyang abbia evitato di colpire la base Usa sull’isola di Guam, il lancio del missile verso il Giappone rappresenta una minaccia senza precedenti e richiede una risposta forte.

La ragione per cui la Corea del Nord non avrebbe colpito l’isola di Guam sarebbe che intende minacciare Washington senza farlo in modo diretto, secondo Kono. Dal punto di vista del Giappone, però, il test di lancio è ugualmente grave “e non fa differenza che sia stato diretto ad est invece che a sud, comunque risponderemo in modo fermo”.

Il Pengagono ha confermato il lancio e ha dichiarato che condurrà tutte le analisi necessarie per comprendere la situazione. “Stiamo ancora facendo le valutazioni relative al lancio, per ora sappiamo che il test missilistico da parte della Corea del Nord non rappresentava una minaccia diretta al Nord America”, ha affermato il portavoce della difesa Usa, il colonnello Rob Manning.

Nello stesso giorno in cui la Corea del Nord ha testato il missile lanciandolo verso il Giappone, martedì 29 agosto, l’esercito Usa e quello giapponese stavano effettuando un’esercitazione militare che prevedeva l’installazione di batterie anti-missile in 3 basi Usa sul suolo giapponese. Le attrezzature non state utilizzate per cercare di colpire il missile in volo, perché è apparso subito chiaro, secondo il ministro della difesa del Giappone, Istunori Onodera, che il missile non sarebbe precipitato sul suolo giapponese.

Gli Stati Uniti e il Giappone sono legati da un trattato per la sicurezza che obbliga gli Usa a intervenire in difesa del Giappone se questo viene attaccato da un paese terzo. D’altro canto, Tokyo è obbligata a permettere all’esercito statunitense di usare le basi militari giapponesi.

Ilaria Tipà

di Redazione

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