L’INDIA RITIRA LE TRUPPE DAL CONFINE CON IL BHUTAN

Pubblicato il 28 agosto 2017 alle 21:05 in Asia

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Dopo quasi 3 mesi di tensione sul confine tra Cina e Bhutan, l’India ha ritirato le sue truppe, secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri di New Delhi.

 

La Cina e l’India hanno intrattenuto uno stretto dialogo diplomatico per risolvere lo stallo creatosi sulla linea di confine tra Cina e Bhutan. Il confronto ha avuto origine da una serie di accuse reciproche tra India e Cina, alla fine di luglio. New Delhi ha accusato gli ingegneri dell’esercito cinese di aver oltrepassato il confine con il Bhutan – piccolo stato cuscinetto tra Cina e India che gode della protezione di New Delhi – mentre lavoravano alla realizzazione di una strada. Per rispondere a quella che veniva vista come un’invasione cinese, l’India ha spostato alcune sue truppe aldilà della linea di confine, sul lato appartenente alla Cina.

L’India affermava di aver fatto intervenire il suo esercito su richiesta del Bhutan, ma la Cina non era d’accordo e sosteneva che il re del Bhuthan avesse detto all’ambasciatore cinese in visita di non aver richiesto alcun intervento indiano. Da ultimo, la Cina ritiene di aver diritto a costruire strade – o ampliarle- in una zona che è sotto il suo controllo. Il pronto intervento dell’India è giustificato dal timore che la Cina potesse minacciare il corridoio Siliguri che collega il Bhuthan e la zona nord-occidentale dell’India. La vera ragione alla base del confronto tra India e Cina è lo stesso Bhuthan. Uno stato cuscinetto che ha ottimi rapporti con New Delhi e quasi nessuno con Pechino. L’India vede il Bhuthan come un suo vero e proprio protettorato, per questo interviene quando il paese si trova a dover gestire questioni di confine con la Cina.

Dopo un mese di stallo, i due giganti dell’Asia hanno intrattenuto uno stretto giro di comunicazioni diplomatiche in cui hanno “espresso ciascuno i propri interessi e le proprie preoccupazioni e su questa base abbiamo stabilito il ritiro delle nostre truppe da Doklam”, scrive il comunicato del Ministero degli Esteri di New Delhi.

La Cina ha confermato il ritiro delle forze armate dell’India, con le parole della portavoce del Ministero degli Esteri Pechino, Hua Chunying. “La Cina continuerà ad esercitare la sua sovranità territoriale, in accordo con le convenzioni storiche”, ha affermato Hua Chunying. Il governo cinese, ha dichiarato la portavoce, attribuisce grande valore all’amicizia con l’India. “Speriamo che l’India possa rispettare gli accordi storici in merito al confine e tutelare la stabilità dell’area di confine”, ha aggiunto la portavoce.

Linea di Confine tra la Cina e l'India. Fonte: Flickr

Linea di Confine tra la Cina e l’India. Fonte: Flickr

 L’accordo per il ritiro delle truppe dall’area di Doklam, che la Cina reputa suo territorio, giunge alla vigilia della visita del Premier dell’India Narendra Modi in Cina, in occasione del vertice dei BRICS che si terrà dal 3 al 5 settembre a Xiamen. La presenza del premier Modi non è ancora stata confermata.

La ragione dietro lo stallo che ha visto 300 soldati cinesi e indiani schierati gli uni di fronte agli altri è prettamente strategica. New Delhi ritiene che le attività della Cina nella zona di confine rappresentino il suo ultimo tentativo di mettere a repentaglio i legami dell’India con gli stati vicini. Se la Cina riuscisse a convincere l’India ad abbandonare il Bhutan, uno dei suoi alleati, porrebbe in essere un precedente importante. Gli altri paesi dell’Asia, in futuro, ci penserebbero bene prima di andare in aiuto di altri stati vicini che si trovassero sottoposti alla pressione da parte della Cina. Questo è solo un aspetto, l’altro è che l’influenza dell’India sul Bhutan diminuirebbe e verrebbe sostituita dalla crescita di quella della Cina.

La Cina osserva con attenzione la crescita economica e di influenza economica dell’India e la considera una minaccia. L’India è l’unico paese sul continente asiatico in possesso di un potenziale sufficiente per contrastare la leadership cinese, secondo l’analisi di Sumit Ganguly su Foreign Affairs.

Ogni volta che l’India ha tentato di estendere la sua influenza oltre i confini nazionali verso i paesi vicini – con l’espansione della presenza navale nell’Oceano Indiano, con la concessione di aiuti umanitari o con la partecipazione alle operazioni anti-pirateria nel Corno D’Africa – la Cina si è impegnata per contenere l’influenza di New Delhi. La costruzione della strada nella regione di Doklam è solo l’ultimo passo di un piano più grande.

Ilaria Tipà

di Redazione

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