VENEZUELA: USA ADOTTANO SANZIONI ECONOMICHE

Pubblicato il 28 agosto 2017 alle 21:01 in America Latina Venezuela

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L’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni economiche contro il Venezuela, con l’obiettivo di aumentare la pressione sul governo del presidente Nicolas Maduro.

Secondo quanto riportato dal New York Times, le nuove misure, adottate venerdì 25 agosto, limiteranno la negoziazione dei titoli venezuelani venduti nei mercati finanziari americani, vietando alle istituzioni degli Stati Uniti di fornire soldi al governo venezuelano o alla compagnia petrolifera nazionale Petroleos de Venezuela. “Maduro non potrà più usufruire del sistema finanziario americano per saccheggiare ulteriormente l’economia del Venezuela a discapito della popolazione locale”, ha riferito il segretario del Tesoro statunitense, Steve Mnuchin dalla Casa Bianca.

Ad avviso degli analisti finanziari e politici, anche se le nuove sanzioni non costituiranno un colpo troppo duro per il governo di Maduro, il presidente venezuelano potrebbe difficoltà a rimanere al potere il prossimo anno, soprattutto a causa dell’instabilità economica del Venezuela. Secondo Risa Grais-Targow, analista dell’Eurasia Group, la decisione dell’amministrazione Trump costituisce un messaggio chiaro, ma non avrà un impatto decisivo sulla situazione. Le misure adottate da Trump, spiega l’esperta, possono essere aggirate in diversi modi, permettendo al Venezuela di finanziare comunque il proprio commercio e continuando a fornire i servizi umanitari ai cittadini. Inoltre, la compagnia petrolifera nazionale che gestisce la maggior parte delle attività economiche del Paese verrà toccata dalle sanzioni molto limitatamente.

La mossa dell’amministrazione Trump è l’ultima di una serie di iniziative volte a limitare le politiche repressive messe in atto da Maduro. In Venezuela è in corso uno scontro politico e istituzionale tra il governo del presidente e l’opposizione che, avendo vinto le elezioni legislative nel 2015, controlla l’Assemblea Nazionale. Le tensioni istituzionali si sono trasformate in scontri di piazza quando il governo ha tentato di sciogliere il Parlamento, grazie alla sentenza n.156 del Tribunale Supremo di Giustizia, e si sono acuiti quando, per risolvere il problema, il presidente venezuelano ha convocato le elezioni per una nuova Assemblea Costituente a lui fedele.

Trump ha riferito di tenere in considerazione anche l’eventualità di un intervento militare per contrastare le politiche delle autorità di Caracas. Tale affermazione è stata fortemente criticata sia dai Paesi dell’America Latina, sia dalla Russia. Fino a quel momento, Mosca si era limitata a condannare “ingerenze esterne” in Venezuela, senza riconoscere ufficialmente l’Assemblea Costituente, ma sostenendo di fatto la posizione di Maduro.

Al di là dell’instabilità politica, il Venezuela sta soffrendo una delle peggiori crisi economiche dell’America Latina. La sua popolazione soffre la fame e la produzione petrolifera è quasi inesistente. I problemi finanziari stanno spingendo il Venezuela verso la Russia, dal momento che la compagnia petrolifera di Mosca, Rosneft, sta fornendo riserve alla Petroleos de Venezuela in cambio di permessi per compiere ulteriori esplorazioni di giacimenti petroliferi e di diritti di produzione.

Sofia Cecinini

di Redazione

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