I BAMBINI INVISIBILI DELLA REPUBBLICA DOMINICANA

Pubblicato il 26 agosto 2017 alle 15:12 in America Latina America centrale e Caraibi

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Nella Repubblica Dominicana 186,000 bambini al di sotto dell’età di cinque anni non sono registrati all’anagrafe. Ciò non permette loro né di ricevere cure mediche, né di poter andare a scuola; inoltre, una volta cresciuti, non potranno sposarsi, avere un conto bancario, votare, avere un documento, una casa propria e persino un cognome. Ufficialmente, questi bambini non esistono.

Il 17,6% dei minori dominicani non sono presenti sul registro civile nazionale. Tale dato conferisce alla Repubblica Dominicana uno dei tassi più alti dell’America Latina e dei Caraibi, dove la nascita di circa 4 milioni di bambini, fino al 2013, non era stata registrata.

Secondo le ricerche dell’UNICEF, la maggior parte dei minori che non vengono segnalati sono originari delle zone periferiche e più marginali dei Paesi latini. Le conseguenze di questo fenomeno sono talmente gravi che diversi organi internazionali hanno promesso di cercare di migliorare la situazione, facendo sì che questi bambini invisibili vengano registrati, per poter finalmente godere di diritti. A tal fine, l’UNICEF sta collaborando con la Central Electoral Boars, un’istituzione che si occupa della registrazione civile delle persone, e i Ministeri della salute e dell’educazione dei Paesi dell’America Latina. L’obiettivo primario di questa iniziativa è quello di far sì che tutti i bambini possano godere di cure mediche e ricevere un’istruzione. Grazie agli sforzi compiuti fino a ora, sono già migliaia i minori che hanno ricevuto assistenza e che sono riusciti ad acquisire i propri diritti. Tuttavia, sono ancora moltissimi i bambini in attesa di essere registrati.

La Repubblica Dominicana si trova nell’isola caraibica di Hespaniola, condivisa con la Repubblica di Haiti. Più volte, Amnesty International e altre organizzazioni umanitarie hanno denunciato l’assenza del rispetto dei diritti umani, soprattutto nei confronti dei bambini e delle donne.

Sofia Cecinini

di Redazione

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