UGANDA: MISURE SEMPRE PIU’ DURE CONTRO I MUSULMANI SOSPETTATI DI TERRORISMO

Pubblicato il 25 agosto 2017 alle 21:01 in Africa Uganda

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Una corte dell’Uganda ha condannato all’ergastolo un leader di un gruppo locale musulmano, insieme ad altri tre individui, con l’accusa di terrorismo.

La mossa è in linea con una serie di regole anti-musulmane che sono state messe in atto recentemente dalle autorità di Kampala. Lo Sheikh Mohammad Yunus Kamoga, capo dei Tabloq, è stato arrestato con 13 seguaci, sospettati di essere responsabili dell’assassinio di altri capi musulmani. In 4 hanno sono stati condannati all’ergastolo, mentre altri 2 dovranno scontare 30 anni di carcere. I restanti 7 sono stati liberati per mancanza di prove sufficienti. Ad avviso dell’avvocato dei diritti umani, Ladislaus Rwakafuzi, la decisione della Corte è inusuale, dal momento che la questione riguardava l’assassinio di alcuni leader, mentre gli imputati sono stati accusati di terrorismo.

Tale episodio, che si è verificato nei giorni passati, costituisce l’ennesimo caso di incarcerazioni e condanne di musulmani, ritenuti responsabili dell’assassinio di altri chierici musulmani. Tutte le vittime sono state colpite da un colpo di arma da fuoco, sparato da assalitori alla guida di una motocicletta e, in tutti i casi, altri individui musulmani sono stati incolpati. Secondo quanto riportato dall’avvocato Rwakafuzi, “vengono accusati i cittadini di fede islamica per la paura crescente del terrorismo nel nostro Paese e nella regione in generale”.

Secondo il giudice che ha emesso la sentenza contro i 13 sospettati, non c’erano prove sufficienti a condannare nessuno di loro ma, dal momento che hanno utilizzato l’intimidazione per minacciare alcuni rivali, in 6 sono stati condannati al carcere. Ad avviso del giudice, tali comportamenti costituiscono una minaccia verso l’intera comunità.

Il 13% della popolazione dell’Uganda professa la fede musulmana. Le autorità di Kampala hanno sempre messo in atto misure molto rigide nei confronti di individui sospettati di terrorismo. In particolare, da quando il gruppo terroristico somalo legato ad al-Qaeda, Al-Shabaab, ha compiuto una serie di attacchi coordinati, l’11 luglio 2010 a Kampala, uccidendo 74 persone, gli arresti sono aumentati. Alla luce di ciò, sono state sollevate alcune potreste nei confronti dei giudici, accusati di essere politicamente corrotti e di condannare ingiustamente musulmani innocenti. Tuttavia, il portavoce del governo ugandese, Ofwono Opondo, ha smentito le indiscrezioni, affermando che “in Uganda non si sta verificando alcuna persecuzione religiosa o politica”.

Sofia Cecinini

di Redazione

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