L’ISIS MINACCIA PAPA FRANCESCO: LETTERA APERTA DI ALESSANDRO ORSINI

Pubblicato il 25 agosto 2017 alle 19:25 in Il commento

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Dialogo dul territorio Via Parenzo 28022017

Caro lettore,

il Vaticano e papa Francesco sono minacciati in un video realizzato da un gruppo di jihadisti diffuso da Al-Hayat Media Center dello Stato Islamico. Il video, che sta creando inquietudine in molti italiani, è stato girato a Marawi, una cittadina delle Filippine, dove è in atto una violenta ribellione islamista contro il governo centrale su cui Sicurezza Internazionale scrive copiosamente. I protagonisti del video devastano alcune statue di Cristo e poi strappano un poster con il volto di papa Bergoglio. Un jihadista, identificatosi come Abu Jindal, afferma in inglese: “Ricordate questo, miscredenti, saremo a Roma”.

Come ho spiegato oggi più approfonditamente su “il Foglio”, la potenza di un’organizzazione terroristica non si misura in base a ciò che afferma di voler fare, bensì in base a ciò che riesce a realizzare realmente. I terroristi di Barcellona avrebbero voluto distruggere la meravigliosa Sagrada Familia di Gaudì. I media italiani hanno utilizzato questa notizia per ritrarre i terroristi di Barcellona come uomini temibilissimi. Tuttavia, ciò che quei terroristi sono riusciti a ottenere, a causa della loro incapacità nel maneggiare gli esplosivi, è stata la distruzione della palazzina ad Alcanar e le disintegrazione dei loro corpi. Se affermassi di voler realizzare un attentato terroristico sulla luna, non per questo sarei più temibile dell’Isis.

Lunedì, ho chiarito, su Sicurezza Internazionale, che l’Italia potrebbe essere colpita da un attentato terroristico e ho precisato in che modo. Oggi vorrei ricordare che Sicurezza Internazionale nasce per invitare i lettori italiani ad abbracciare la logica scientifica quando sono coinvolti nel dibattito pubblico sulla sicurezza. Questo è il modo migliore per impedire che i principi a fondamento delle società aperte vengano danneggiati da fenomeni di panico collettivo, favoriti da un modo non corretto di rappresentare i fatti attraverso la televisione, che è il media più potente per influenzare le rappresentazioni collettive.

In sintesi, ciò che un’organizzazione terroristica minaccia di fare non è ciò che riesce a fare. Nei momenti di maggior paura, causati dalla diffusione non critica delle minacce dell’Isis da parte della televisione italiana, non dimentichiamo che il blocco occidentale, di cui l’Italia fa parte, è la potenza politico-militare più grande mai apparsa sulla faccia della terra.

Non ci sono dubbi sul fatto che siamo in guerra.

Non ci sono dubbi che la stiamo vincendo.

Grazie di leggere Sicurezza Internazionale.

 

di Alessandro Orsini

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