AMNESTY INTERNATIONAL: RAQQA, MIGLIAIA DI CIVILI INTRAPPOLATI IN UN LABIRINTO MORTALE

Pubblicato il 25 agosto 2017 alle 10:10 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Migliaia di civili sono intrappolati a Raqqa, in Siria, circondati dagli scontri tra l’ISIS e le forze sul campo alleate della coalizione internazionale a guida USA.

L’allarme è stato lanciato da Amnesty International che, giovedì 24 agosto, ha pubblicato un report intitolato “I Won’t Forget this Carnage – Civilians Trapped in Battle for Raqqa”, nel quale l’organizzazione ha documentato il modo in cui centinaia di civili sono stati uccisi o feriti nel corso delle offensive per liberare la città siriana, principale roccaforte dell’ISIS nel Paese mediorientale. I sopravvissuti hanno riferito ad Amnesty International che, ogni giorno, rischiano di essere colpiti dai cecchini dello Stato Islamico, che sparano contro chiunque tenti di fuggire dalle abitazioni, o dalle trappole esplosive posizionate dai terroristi per le vie della città. Allo stesso modo, i cittadini devono fare i conti anche con i bombardamenti aerei della coalizione a guida USA e con le offensive di terra delle Siryan Democratic Forces (SDF). L’ultima strage accidentale di civili è avvenuta il 17 agosto, quando 59 cittadini sono morti nel corso di un raid aereo della coalizione, volto a colpire i jihadisti a Raqqa. I testimoni hanno altresì spiegato di essere colpiti anche dai bombardamenti delle forze governative siriane, appoggiate dalla Russia, che attaccano sistematicamente i villaggi a sud della città.

Donatella Rovera, Senior Crisis Response Adviser di Amnesty International, ha riferito che, con l’intensificarsi degli scontri, i civili sono intrappolati in un labirinto mortale, assediati da qualsiasi parte. Spesso i terroristi li usano come scudi umani, rendendo i cittadini sempre più vulnerabili al fuoco della coalizione americana e degli alleati, i quali devono compiere sforzi maggiori per cercare di mettere in atto le giuste precauzioni per limitare al massimo i danni collaterali. “Le cose diventeranno ancora più pericolose quando la battaglia raggiungerà il centro della città; dobbiamo fare di più per proteggere i residenti coinvolti nel conflitto, escogitando nuove vie di fuga per farli evacuare”, ha spiegato Donatella Rovera.

L’offensiva per liberare Raqqa è stata annunciata il 6 giugno dal Pentagono, il quale ha spiegato che le operazioni di terra sono condotte dalle Siryan Democratic Forces, con il sostegno aereo delle forze della coalizione internazionale guidata dagli USA. Le Siryan Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa formata da curdi, arabi, armeni, ceceni e turkmeni, fondata nell’ottobre 2015. Il loro braccio armato è formato dalle People’s Protection Units (YPG), un gruppo di combattenti curdo-siriani che vengono considerati dagli USA un alleato chiave per sconfiggere l’ISIS in Siria. Per questo motivo, il 9 maggio, il presidente americano Donald Trump ha ordinato l’invio di armi a tale gruppo. A un mese di distanza dall’inizio dell’offensiva, il 5 luglio, le forze curde sono riuscite a penetrate nella città vecchia di Raqqa, a nord del Paese, superando la linea di difesa dello Stato Islamico. Oggi, il 70% del territorio della città siriana è stato liberato.

Anche se il numero preciso di civili intrappolati all’interno di Raqqa rimane sconosciuto, le Nazioni Unite hanno stimato che vi sono ancora tra le 10,000 e le 50,000 persone.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.