YEMEN: IL RUOLO DELLA COALIZIONE ARABA

Pubblicato il 24 agosto 2017 alle 6:06 in Medio Oriente Yemen

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Raid aereo a Sanaa, Yemen. Fonte: Wikimedia Commons.

Raid aereo a Sanaa, Yemen. Fonte: Wikimedia Commons.

Da circa due anni e mezzo la coalizione a guida saudita sta combattendo in Yemen contro gli Houthi, un movimento religioso e politico di ispirazione zaidita. Nonostante la propria superiorità militare, la coalizione non è ancora riuscita a sconfiggere i suoi avversari.

Secondo quanto affermato da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, nonostante le conquiste della coalizione araba, l’opposizione formata dagli Houthi e dall’ex presidente Saleh, possiederebbe ancora la stessa quantità di territorio dell’anno scorso e controllerebbe circa l’80% della popolazione yemenita.

La coalizione araba è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, su richiesta del presidente Abd Rabbih Mansur Hadi ed è composta da Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti.

Hadi era stato nominato presidente dello Yemen dall’ex presidente, Ali Abdullah Saleh, il 23 novembre 2011, dopo che Saleh era stato costretto a lasciare la presidenza in seguito a un’escalation di violenza popolare, culminata con un attentato contro la sua vita. Il 22 gennaio 2015, Hadi è stato deposto dal gruppo Houthi con un colpo di stato, ma rimane l’unico presidente yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale.

Secondo un rapporto riservato delle Nazioni Unite, analizzato da Foreign Policy,  la coalizione araba a guida saudita starebbe ulteriormente complicando la situazione dello Yemen, già molto complessa, per almeno tre motivi.

Il primo motivo è che l’intervento della coalizione nel conflitto yemenita ha acuito la frammentazione politica e la crisi umanitaria, che ha portato il Paese sull’orlo della carestia, e ha alimentato il risentimento popolare, a causa dell’uccisione di un ingente numero di civili. Secondo un gruppo di esperti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, “la campagna aerea strategica della coalizione a guida saudita continua ad avere un impatto limitato a livello operativo e tattico sul terreno e serve solo a rallentare la resistenza civile”.

Il secondo motivo è che il disordine scaturito dal conflitto ha costituito un terreno fertile per gli estremisti, inclusi lo Stato Islamico e Al-Qaeda. Secondo il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, Al-Qaeda “sta cercando di lanciare attacchi terroristici contro alcuni obiettivi in Occidente”. In Yemen è attivo il gruppo Al Qaeda nella Penisola arabica (AQAP), conosciuto anche come Ansar Al-Sharia, considerato dagli Stati Uniti il ramo più pericoloso di Al-Qaeda. Il 4 agosto il Pentagono aveva annunciato il rafforzamento di una campagna “su larga scala” insieme alle forze emiratine contro l’organizzazione jihadista.

Il terzo motivo per il quale la coalizione starebbe complicando la situazione dello Yemen è il fatto che il suo intervento nel Paese ha limitato l’autorità del presidente Hadi. Alcuni dei più importanti ministri del governo di Hadi avrebbero lasciato il loro posto per creare un consiglio di transizione separato, che mirerebbe a governare il sud del Paese. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, il consiglio starebbe riscuotendo un discreto successo tra i militari, tale da “costituire una minaccia significativa alla capacità del presidente Hadi di governare nel sud”. Secondo il rapporto, “l’autorità del governo legittimo, già debole o assente in molte parti del Paese, si è erosa in modo significativo quest’anno. In questo momento, la capacità del governo legittimo di governare efficacemente gli otto governatorati che afferma di controllare è in dubbio”.

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, anche le forze di opposizione starebbero vivendo dei problemi interni, tuttavia, in mancanza di un grande cambiamento degli equilibri del potere in Yemen, il gruppo dovrebbe mantenersi stabile.

Secondo gli esperti, infine, è impossibile giungere a una soluzione di pace, se l’obiettivo delle due parti è quello di ottenere un vantaggio dalla guerra. Arabia Saudita e Iran, i due principali sostenitori rispettivamente di Hadi e degli Houthi, mirano a stabilire il proprio controllo in Yemen e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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