INCONTRO TRA ERDOGAN E MATTIS AD ANKARA

Pubblicato il 24 agosto 2017 alle 21:01 in Turchia USA e Canada

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Il segretario della difesa americano, James Mattis, in visita ufficiale in Turchia, ha colloquiato separatamente con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il ministro della difesa, Nurettin Canikli.

L’incontro con Canikli, avvenuto la mattina di mercoledì 23 agosto ad Ankara, è stato il primo tra i due funzionari, i quali hanno discusso sull’esigenza di instaurare un dialogo più aperto e onesto tra i due Paesi, sull’importanza dell’integrità territoriale siriana e sull’influenza iraniana nella regione. Mattis e Canikli hanno altresì confermato il proprio impegno nella lotta contro lo Stato Islamico.

Nel pomeriggio, il segretario della difesa americano ha incontrato Erdogan, con cui ha discusso riguardo alla sicurezza regionale. Mattis ha espresso la volontà degli USA di continuare a rafforzare i legami bilaterali con la Turchia, aiutandola anche a gestire i propri problemi di difesa. Dall’altra parte, il leader turco ha confermato di voler salvaguardare gli interessi comuni tra i due Paesi, cercando anche di creare le condizioni per un ambiente più stabile e sicuro.

Il quotidiano turco Hurriyet Daily ha riportato che, nel corso del colloquio tra Mattis ed Erdogan, è stata affrontata la questione del sostegno americano ai combattenti curdo-siriani delle People’s Protection Units (YPG), il braccio armato delle Siryan Democratic Forces (SDF), che combattono affianco della coalizione internazionale a guida USA contro l’ISIS in Siria.

Nonostante gli Stati Uniti e la Turchia siano alleati in seno alla NATO e combattano entrambi contro i jihadisti, da mesi, le loro relazioni sono caratterizzate da tensioni causate dall’appoggio americano ai combattenti curdo-siriani. Mentre Washington li reputa un alleato chiave nella lotta contro l’ISIS, Ankara considera le People’s Protection Units un gruppo terroristico al pari del Kurdistan Workers’ Party (PKK). Inoltre, la Turchia vuole evitare che i curdi siriani riescano a creare uno Stato indipendente nel nord della Siria per impedire ai curdi, che vivono in Turchia, di aderire a un simile progetto. Nonostante Erdogan abbia chiesto tante volte alla Casa Bianca di prendere le distanze dai curdo-siriani, Donald Trump, il 9 maggio 2017, ha ordinato l’invio di armi alle People’s Protection Units, considerate indispensabili nella lotta contro l’ISIS a Raqqa, capitale de facto dei terroristi in Siria.

Durante l’incontro con Mattis, Erdogan ha espresso nuovamente le proprie perplessità riguardo alla questione. Il segretario della difesa americano, in tutta riposta, ha cercato di rassicurare il presidente turco, promettendo di fornirgli i numeri seriali e gli indirizzi di spedizione delle armi che sono state consegnate ai curdo-siriani, in modo che le autorità di Ankara possano monitorare direttamente gli spostamenti. Erdogan ha sottolineato che, a suo avviso, Raqqa, una volta caduta, dovrebbe essere amministrata dagli arabi e non dai curdi, i quali costituiscono una grossa minaccia per la Turchia.

Mattis si è recato ad Ankara in seguito ad una visita in Giordania e in Iraq, dove è stato informato sull’andamento della campagna militare contro l’ISIS.

Sofia Cecinini

di Redazione

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