L’EMBARGO DELLA CINA PUO’ FAR VACILLARE PYONGYANG?

Pubblicato il 23 agosto 2017 alle 6:04 in Asia Corea del Nord

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L’embargo indetto dalla Cina nei confronti delle esportazioni della Corea del Nord in ottemperanza all’ultima risoluzione dell’Onu colpirà pesantemente l’economia nordcoreana, secondo i dati della dogana cinese, ma gli analisti non credono che serviranno per fermare le ambizioni nucleari di Kim Jong-un.

I prodotti oggetto dell’embargo delle importazioni comprendono il carbone – già in vigore dal febbraio 2017 -, il ferro, i minerali metallici e i prodotti ittici. Le esportazioni di Pyongyang verso Pechino hanno rappresentato il 60% del totale, ammontando a 1,5 miliardi di dollari. Nella prima metà del 2017, le esportazioni hanno totalizzato un valore di 474 milioni di dollari, il 53,5% del totale.

L’embargo di Pechino è senza scadenza precisa, come lo sono le sanzioni delle Nazioni Unite che resteranno in vigore finché Pyongyang continuerà a sviluppare il suo programma nucleare e missilistico.

Secondo il governo di Seoul, il costo dei due programmi che la Corea del Nord reputa indispensabili per la sua auto-difesa, sarebbe compreso tra 1,1 e 3,2 miliardi di dollari, ma è impossibile individuare il valore reale.

La decisione della Cina di rafforzare l’implementazione delle sanzioni economiche è giunta in seguito alla risoluzione 2731 approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu il 5 agosto. Si tratta di una risoluzione e di un nuovo pacchetto di sanzioni che dovrebbero convincere Kim Jong-un a rinunciare alla corsa al nucleare. Le sanzioni sono giunte in seguito a due test di lancio di missili balistici intercontinentali da parte di Pyongyang nel solo mese di luglio, il 9 e il 28.

L’embargo della Cina danneggerà l’economia di Pyongyang e la sua abilità di generare quei profitti che sono alla base dei programmi missilistico e nucleare e fonte di sostentamento delle famiglie più elitarie, secondo il prof. Cai Jian, esperto di questione coreana della Fudan University di Shanghai.

Secondo lo studioso di relazioni internazionali Justin Hastings, della University of Sydney, la Cina difficilmente riuscirà a mantenere nel tempo l’embargo. “La Cina applicherà l’embargo nel breve periodo, ma vista la grande presenza di scambi in nero e la possibilità che la Cina allenti la presa dopo un po’, reputo che l’effetto dell’embargo sulla Corea del Nord non riuscirà ad avere un impatto al 100%”, spiega Hastings al South China Morning Post.

La Corea del Nord verrà colpita dalle sanzioni cinesi nel breve periodo, ma nel lungo, a meno che la Cina non cambi completamene il proprio approccio sulla Corea del Nord, quest’ultima sarà in grado di adattarsi al nuovo assetto delle cose.

Secondo il prof. Cai, gli obiettivi supremi del leader di Pyongynang, Kim Jong-un, sono due. Il primo è la sicurezza nazionale e la difesa dalle invasioni estere. Il secondo è la stabilità del regime. Per questo a Kim Jong-un interessa poco dei colpi alle esportazioni che arrivano dall’estero. Questa è anche la ragione per cui la crescente pressione della comunità internazionale potrebbe condurre Kim Jong-un ad accelerare ancora i tempi dei suoi programmi nucleare e missilistico, poiché questi sono gli unici strumenti atti a tutelare la sussistenza del regime.

Ilaria Tipà

di Redazione

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