YEMEN: I BAMBINI UCCISI DALLA COALIZIONE

Pubblicato il 22 agosto 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

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Secondo un rapporto dell’ONU, la coalizione araba a guida saudita sarebbe responsabile dell’uccisione del 51% dei bambini rimasti vittime della guerra in Yemen nel 2016.

Il rapporto, destinato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, non è ancora definitivo, in quanto deve ancora essere approvato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Esso tratta la condizione dei bambini nelle zone in cui sono in corso conflitti armati. Nel rapporto sono stati inclusi Paesi e organizzazioni accusati di arruolare i bambini, di ucciderli, di rapirli, di mutilarli e di stuprarli. Nel 2016 è stato rilevato un alto livello di violazioni contro i bambini in molti Paesi.

Secondo quanto riportato da Foreign Policy, che ha ottenuto la bozza del rapporto, si parla della violazione dei diritti di 15 500 bambini in più di una dozzina di conflitti, da parte delle forze governative, dei terroristi e dei gruppi di opposizione armata. Di questi, 4000 casi documentati di violazioni dei diritti dei bambini sono stati commessi dai governi, mentre le 11500 violazioni rimanenti sono attribuite alle organizzazioni terroristiche o agli insorti.

In merito alla guerra in Yemen, secondo il rapporto, nonostante la coalizione abbia adottato alcune misure nel 2016, le violazioni contro i bambini sono continuate ad aumentare in maniera molto significativa. Guterres ha, quindi, invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e i Paesi membri ad adottare tutte le misure possibili per prevenire le violazioni. Da parte sua, il rappresentante saudita presso le Nazioni Unite, Abdullah al-Maalami, si è astenuto dal commentare.

Secondo quanto riportato da Foreign Policy, la coalizione araba a guida saudita sarebbe stata accusata di aver ucciso più di 349 bambini e di averne feriti 333 nel periodo analizzato dal rapporto. Inoltre, la coalizione verrebbe accusata di aver distrutto 28 scuole, conducendo i tre quarti degli attacchi che hanno colpito le strutture civili in Yemen.

Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Stephen O’Brien, ha sottolineato la necessità di riaprire gli aeroporti e i porti in Yemen per facilitare l’arrivo degli aiuti umanitari. Di fronte al Consiglio di Sicurezza ha affermato che “oggi, in Yemen, milioni di persone si trovano ad affrontare una triplice tragedia… la fame, la più grande epidemia di colera nel mondo e le limitazioni imposte da questo conflitto sanguinoso”.

Al momento, la capitale Sanaa e il suo aeroporto sono sotto il controllo degli Houthi, mentre la coalizione araba a guida saudita controlla lo spazio aereo. La coalizione araba a guida saudita è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Mansur Hadi, deposto dagli Houthi con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La coalizione comprende anche Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti.

Il segretario generale delle Nazioni Unite dovrà decidere se inserire la coalizione araba a guida saudita nella lista nera di coloro che violano i diritti dei bambini, annessa al rapporto. Lo scorso anno, la coalizione era stata inserita da Baan Ki Moon per poco tempo ed era stata poi rimossa, in attesa di revisione.

Secondo Al-Jazeera English, la coalizione sarebbe stata rimossa a causa della minaccia da parte dell’Arabia Saudita e di altri Paesi che supportano la coalizione di smettere di finanziare alcuni programmi delle Nazioni Unite.

Anche quest’anno l’inserimento dell’Arabia Saudita nella lista nera pone Guterres di fronte a un dilemma: l’inserimento potrebbe causare una rottura tra le Nazioni Unite e i governi dei Paesi arabi più influenti nell’ONU; il mancato inserimento potrebbe comportare l’accusa di non tutelare i diritti umani.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

I bambini e la guerra. Fonte: Pixabay.

I bambini e la guerra. Fonte: Pixabay.

 

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di Redazione

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