IMMIGRAZIONE LIBIA-ITALIA: ULTIMI AGGIORNAMENTI

Pubblicato il 22 agosto 2017 alle 14:42 in Europa Immigrazione

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Secondo le stime dell’International Organization for Migration, dal primo gennaio al 16 agosto 2017, sono giunti in Europa via mare 119,069 migranti. Tale dato segna una diminuzione rispetto ai 266,423 sbarchi registrati nello stesso arco di tempo nel 2016. Dei 11,069 individui arrivati in Europa, 97,458 sono sbarcati in Italia, 12,725 hanno raggiunto la Grecia, 8,385 la Spagna e 501 Cipro. Le morti in mare ammontano a 2,410 nello stesso periodo.

Per quanto riguarda i salvataggi in mare, Christine Petré, dell’International Organization for Migration in Libia, ha riferito che, il 16 agosto, 107 migranti, tra cui 6 donne, sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera libica al largo di Al Khums. Dall’inizio dell’anno a oggi, 12,945 persone sono state salvate nelle acque territoriali libiche.

Lo stesso giorno, l’Italia ha inviato 11 tonnellate di aiuti umanitari ad una clinica libica presso Sabratha, a 80 chilometri a da Tripoli. Il ministro degli esteri, Angelino Alfano, ha riferito che tale iniziativa costituisce un’ulteriore prova della solidarietà italiana verso i cittadini libici. Come è noto, la Libia è il principale Paese nordafricano dal quale partono il maggior numero di imbarcazioni cariche di migranti, dirette in Europa; l’Italia, invece, è il Paese europeo ad aver accolto il maggior numero di migranti dall’inizio dell’anno a oggi.

L’instabilità politica costituisce il principale motivo per cui i trafficanti di esseri umani sono particolarmente attivi in Libia, la quale offre un ambiente perfetto per le loro attività. Attualmente, nel Paese sono presenti due governi rivali, uno a Tobruk e l’altro a Tripoli, sostenuto dall’Onu e guidato dal primo ministro Fayez Serraj. Entrambi i governi si rifiutano di riconoscere l’autorità dell’altro, rendendo di fatto impossibile un’unificazione politica.

Fin dall’inizio dell’anno, l’Italia ha messo in atto iniziative per sostenere la Libia e per meglio gestire la crisi migratoria. Lo scorso 4 febbraio, Roma ha firmato un accordo sull’immigrazione con la Libia, stanziando 200 milioni di euro per avviare la collaborazione tra i due Stati. Con tale accordo, Roma e Tripoli miravano a intervenire per scoraggiare l’immigrazione clandestina e rimandare i migranti irregolari nei loro Paesi di provenienza entro una settimana dopo il loro fermo. Successivamente, il 2 aprile, il governo italiano ha reso noto che 60 leaders tribali libici avevano firmato un accordo di pace, accettando di collaborare con le forze di sicurezza italiane per ridurre il flusso di migranti dalla Libia verso l’Europa.

Lunedì 21 agosto, Alfano ha colloquiato telefonicamente con il Rappresentante Speciale dell’Onu per la Libia, Ghassan Salame’, ringraziandolo per la sua recente visita in Libia, volta a dimostrare il sostegno delle Nazioni Unite alla risoluzione della situazione libica. Come riportato sul sito della Farnesina, i due funzionari “hanno ribadito l’esigenza di ricondurre a fattor comune, sotto il cappello dell’ONU, le iniziative internazionali per la stabilizzazione della Libia”.

Sofia Cecinini

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Flickr.

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Flickr.

di Redazione

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