ESODO DI HAITIANI VERSO IL QUÉBEC

Pubblicato il 22 agosto 2017 alle 6:03 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Iniziato a fine luglio, l’esodo degli haitiani dagli stati Uniti verso il Canada, continua. In Québec, l’esercito canadese ha attivato strutture d’emergenza per accogliere i migranti, che affluiscono nella provincia francofona, dove vive già un’importante comunità haitiana.

Drapeau_quebecL’esercito canadese è dovuto intervenire poiché le strutture esistenti non erano più sufficienti ad accogliere gli oltre 5000 richiedenti asilo che hanno raggiunto, per la maggior parte a piedi, il Québec in quello che sta diventando un vero e proprio esodo.

“Abbiamo 25 grandi tende – spiega Yves Desbiens, ufficiale dell’esercito federale canadese di stanza alla frontiera tra il Québec e lo stato di New York – complete di riscaldamento, luce e pavimento, accoglieranno circa 500 individui”. Le tende sono state montate nel comune frontaliero di Saint-Bernard-de-Lacolle.

Il ministero della difesa canadese ha sottolineato, tuttavia, che i militari, dopo aver montato le tende e avviato le strutture di accoglienza, non saranno utilizzati per rinforzare il controllo alla frontiera.

A Montreal sono stati accolti migranti nello stadio olimpico e in altre strutture pubbliche cittadine.

Gli emigrati haitiani continuano ormai da tre settimana a lasciare gli Stati Uniti alla volta del Canada, perché, a meno di una revisione delle politiche migratorie da parte dell’amministrazione Trump, a fine anno perderanno lo “Status di protezione temporanea” sul suolo americano, accordato a 60 mila persone dopo il sisma del 2010.

Dalla fine di luglio allo scorso 10 agosto erano circa 2500 gli haitiani che hanno lasciato gli Stati Uniti attraversando la frontiera con la provincia autonoma del Québec per chiedere asilo. Alimentata dal passaparola e dalla speranza di poter rimanere in Canada, la migrazione è continuata a ritmo costante, superando i 5000 richiedenti asilo il 19 agosto scorso.

Il processo d’immigrazione in Canada, tuttavia, è più complesso, come sottolinea Brenda Shanahan, avvocato che si occupa di diritti dei migranti in Canada: “L’ingresso nel paese non equivale a un lasciapassare per ottenere lo status di rifugiato. Vorremmo chiarire che nonostante ciò che si legge sui social media, attraversare il confine non garantisce automaticamente l’accoglienza”.

Il Canada e il Québec temono di passare per il “cattivo” della situazione al posto di Donald Trump, poiché la legge della provincia autonoma francofona prevede l’accoglienza automatica e un’ingente spesa sociale per sanità, istruzione e alloggio dei minori. Il rischio è che le famiglie vengano separate.

Il consolato haitiano a Montreal ha diramato un comunicato che smentisce la voce che circola sui social network della facile concessione della cittadinanza canadese agli haitiani, attratti dal Québec anche dalla comune lingua francese.

 

Traduzione dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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