AL VIA LE ESERCITAZIONI TRA USA E COREA DEL SUD

Pubblicato il 22 agosto 2017 alle 7:05 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno avviato le simulazioni computerizzate delle esercitazioni militari congiunte, nonostante le tensioni con la Corea del Nord e l’appello alla sospensione che giunge da Cina e Russia.

L’avvio delle esercitazioni militari simulate, lunedì 21 agosto, è a scopo puramente difensivo e non vuole aumentare le tensioni sulla penisola coreana, ha dichiarato il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ricordando che si tratta di un programma che viene condotto annualmente e che non è stato organizzato ad hoc in risposta alle provocazioni di Pyongyang. “La Corea del Nord non deve guardare con esagerazione al nostro impegno per mantenere la pace e non deve intraprendere nuove provocazioni che possono solo peggiorare la situazione, utilizzando l’esercitazione come un pretesto”, ha affermato il presidente di Seoul. Moon Jae-in ha tentato, dall’inizio del suo governo nello scorso mese di maggio, di tornare al dialogo con Pyongyang, ma la Corea del Nord lo reputa non credibile. Secondo Pyongyang, Moon Jae-in proporrebbe un approccio – quello di sanzioni unite al dialogo – assolutamente inaccettabile e avrebbe fallito su tutta la linea nei rapporti tra le due Coree.

Le esercitazioni militari Usa-Corea del Sud continueranno fino al 31 agosto, come previsto, e comprenderanno anche simulazioni computerizzate per preparare i due eserciti a una possibile guerra con la Corea del Nord e le sue armi nucleari.

Gli Stati Uniti hanno definito le esercitazioni “di natura difensiva”, ma Pyongyang vede questa definizione come una “maschera per distrarre”. Pyongyang reputa che le esercitazioni militari siano dei preparativi per l’invasione del suo territorio nazionale da cui deve difendersi con il suo programma di sviluppo nucleare e missilistico.

Secondo l’agenzia di stampa Kyodo del Giappone, la Corea del Nord avrebbe evaso le sanzioni delle Nazioni Unite e ottenuto, tramite “canali indiretti usati in modo deliberato”, 270 milioni di dollari con le esportazioni di prodotti vietati dalle sanzioni, dallo scorso febbraio. Tali violazioni e le tecniche di “evasione” che la Corea del Nord sta perfezionando minacciano la buona riuscita dell’intento alla base delle risoluzioni Onu: quello di arrivare all’abbandono del programma nucleare e missilistico della Corea del Nord.

L’ultima risoluzione Onu, la 2731, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza il 5 agosto e prevede nuove sanzioni che mirano a tagliare ulteriormente il commercio estero di Pyongyang. Il regime di Kim Jong-Un ha risposto alla risoluzione Onu minacciando di colpire con i suoi missili l’isola di Guam, territorio degli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha affermato che avrebbe messo a “ferro e fuoco” la Corea del Nord. Kim Jong-un non ha bombardato l’isola di Guam, ma ha deciso di prendere tempo affermando che avrebbe valutato le prossime azioni degli “Yankees”, con un riferimento diretto alle esercitazioni militari Usa-Corea del Sud previste per la fine di agosto.

Gli Stati Uniti hanno 28 mila soldati stanziati in Corea del Sud, di cui 17.500 parteciperanno agli esercizi congiunti. Si tratta di un numero leggermente inferiore rispetto ai 25 mila del 2016. Anche le truppe di Australia, Regno Unito, Canada, Colombia, Danimarca, Paesi Bassi e Nuova Zelanda parteciperanno alle esercitazioni di quest’anno.

Gli esercizi militari nelle acque limitrofe alla Corea sono stati fortemente condannati dalla Cina e dalla Russia che più volte ne hanno chiesto la sospensione. Secondo Pechino e Mosca, la giusta via per risolvere le tensioni nella penisola coreana sarebbe quella di attuare un “doppio stop”. Da un lato, la Corea del Nord dovrebbe mettere fine alle sue provocazioni e ai test di lancio missilistici, dall’altro, la Corea del Sud e gli Stati Uniti dovrebbero sospendere le esercitazioni militari. Questa è l’unica strada per poter tornare al tavolo negoziale ed evitare che la tensione giunga a un punto di non ritorno. La Cina è il principale partner commerciale di Pyongyang e dal 15 agosto ha annunciato l’embargo delle importazioni di prodotti ittici e di ferro dalla Corea del Nord, che si somma a quello delle importazioni di carbone attivo già da febbraio. Pechino auspica una risoluzione basata sul dialogo e ha reso noto che se si giungesse alla guerra manterrebbe la neutralità se fosse Pyongyang ad attaccare per prima, ma entrerebbe in azione se gli Usa tentassero di destabilizzare il regime di Kim Jong-un.

Ilaria Tipà

Bandiere Usa e Corea del Sud, fonte: Defense Gov

Bandiere Usa e Corea del Sud, fonte: Defense Gov

di Redazione

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