EGITTO, GIORDANIA E PALESTINA DISCUTONO LA QUESTIONE PALESTINESE

Pubblicato il 21 agosto 2017 alle 15:16 in Africa Egitto

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I ministri degli esteri di Giordania, Egitto e Autorità Palestinese si sono riuniti per discutere il processo di pace israeliano-palestinese. Si tratta della seconda riunione dei tre Paesi in merito alla questione, la prima si è tenuta il 14 maggio 2017.

Sabato 19 agosto, durante un incontro tenutosi al Cairo, i ministri degli esteri di Giordania, Egitto e Autorità Palestinese hanno invitato la comunità internazionale ad intensificare gli sforzi per avviare le trattative tra Israele e Palestina “nel contesto di un periodo di tempo specifico” e per raggiungere un accordo che chiarisca tutte le questioni, al fine di adottare una soluzione definitiva, in accordo con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e con le iniziative arabe.

Nel comunicato, emesso al termine dell’incontro, i tre Paesi hanno sottolineato la necessità che “Israele rispetti lo status quo storico della moschea di Al-Aqsa e che ponga fine a tutte le misure unilaterali che mirano a cambiare l’identità araba, cristiana e musulmana”.

I ministri hanno espresso la loro stima nei confronti del “ruolo svolto dall’America nel realizzare la pace tra le due parti, e sperano che l’amministrazione americana intensifichi i suoi sforzi nel prossimo periodo”.

In merito alla riconciliazione palestinese, il comunicato ha sottolineato che “il suo completamento è necessario e un dovere, in modo che gli sforzi palestinesi siano volti al raggiungimento dell’indipendenza e ad affrontare le sfide del processo di state building”.

In merito alla questione israelo-palestinese, il  ministro degli esteri egiziano ha sottolineato “l’importanza di coordinare gli sforzi per porre fine al conflitto e adottare una soluzione completa per la creazione di uno stato palestinese all’interno dei confini stabiliti nel 1967, con capitale Gerusalemme est, insieme a Israele”.

Da parte sua, il ministro degli esteri palestinese, Riyad al-Maliki, ha affermato che le trattative devono avvenire entro un tempo definito e che l’obiettivo finale deve essere la fine dell’occupazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente.

Maliki ha accusato Israele “di tentare di imporre la sovranità spaziale su Gerusalemme est”, sottolineando che i palestinesi sono “pronti ad affrontare qualsiasi nuova azione di Israele contro lo status quo della moschea di Al-Aqsa”. Inoltre, ha ricordato che le attività di insediamento di Israele “cancellano ogni sforzo volto a concludere un accordo di pace basato su una soluzione a due Stati”.

Infine, il ministro degli esteri giordano, Ayman Safadi, ha affermato che “la pace duratura è una scelta strategica” e ha ribadito la necessità di “rilanciare trattative di pace serie ed efficaci, sulla base della legittimità internazionale e della soluzione a due Stati”.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Mahmoud Abbas. Fonte: Wikimedia Commons.

Mahmoud Abbas. Fonte: Wikimedia Commons.

 

 

di Redazione

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